Economia, Politica
Venezuela, il governo arresta il sindaco di Caracas Antonio Ledezma. Intervista alla figlia

Venezuela, il governo arresta il sindaco di Caracas Antonio Ledezma. Intervista alla figlia

Pubblicato su Il Foglio mercoledì 25 febbraio con il titolo
Il golpe immaginario

“Non è stato arrestato, è stato sequestrato. L’hanno preso come un terrorista, solo che mio padre è l’Alcalde Mayor di Caracas, eletto dal popolo democraticamente, catturato nei suoi uffici, malmenato e rinchiuso in carcere, senza neppure un mandato di arresto”. Lui è Antonio Ledezma, sindaco di Caracas, la capitale del Venezuela, e uno dei leader dell’opposizione al regime chavista di Nicolás Maduro. Il 19 febbraio una decina di agenti del Sebin, i servizi segreti venezuelani, hanno fatto irruzione in assetto anti-terrorismo nel suo ufficio e senza alcun mandato l’hanno incappucciato e portato nel carcere militare di Ramo Verde. Dopo una giornata sono spuntate le accuse, esposte direttamente dall’esecutivo: tentativo di colpo di stato. Con il Foglio parla Vanessa Ledezma, la figlia del sindaco di Caracas: “Lo accusano di aver cospirato contro la pace e la stabilità del governo, di aver preparato un colpo di Stato, ma non c’è nessuna prova tranne quelle che costruirà il regime”. La prova regina secondo il governo socialista è l’”Acuerdo nacional para la Transiciòn“, un manifesto per superare la gravissima crisi politica ed economica del Venezuela pubblicato una settimana prima dell’arresto su un giornale e firmato da tre leader dell’opposizione, lo stesso Ledezma, Leopoldo López e Marìa Corina Machado.

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È abbastanza improbabile che un golpe venga annunciato a mezzo stampa: “Maduro non ha sopportato che mio padre, Leopoldo López e Maria Corina Machado hanno sottoscritto e pubblicato apertamente un manifesto per un governo di transizione, niente è stato fatto di nascosto”. Ma Ledezma non è l’unico prigioniero politico. López è in carcere da un anno in attesa di processo con l’accusa di terrorismo, Machado è decaduta dal Parlamento, accusata di cospirazione e di voler uccidere Maduro. “Mio padre rischia, nel migliore dei casi, di rimanere in carcere a tempo indeterminato, in condizioni disumane e in attesa di un processo che il regime ritarda sempre. Questo è quello che stanno facendo con Leopoldo López e gli altri prigionieri politici. Ramo Verde è noto per essere un carcere militare dove non si rispettano i diritti umani, dove fanno violenze sui detenuti. Temo per la vita di mio padre”.

Con il crollo del prezzo del petrolio è collassato il sistema economico messo in piedi da Hugo Chávez e la popolarità del governo è scesa ai minimi storici. A fine anno ci sono le elezioni politiche, la “rivoluzione bolivariana” rischia di perdere e nel 2016 le opposizioni potranno chiedere un referendum per deporre Maduro. Alla crisi politico-economica il regime ha risposto con la repressione: 33 sindaci dell’opposizione su 77 sono sotto processo. In due anni l’erede di Chávez ha denunciato 12 golpe, organizzati dall’opposizione, dagli Usa, dalla Colombia…mai visti. La situazione è molto delicata, ma anche a livello internazionale sono in pochi a sostenere la deriva totalitaria di Maduro: “Abbiamo avuto la solidarietà del popolo Venezuelano – dice Vanessa – della comunità internazionale e di tanti leader e capi di Stato. Mio padre ha sempre protestato in maniera pacifica e democratica, con scioperi della fame al massimo. Le armi e la violenza sono del regime”.
Freedom for Antonio Ledezma

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Luciano Capone


Nato in Irpinia, vivo a Milano, tifo Lazio. Ho provato a non fare il giornalista ma per adesso non ci sono riuscito, è insieme al Tressette la cosa che forse mi riesce meno peggio. Scrivo per Libero e Il Foglio. Se cercavi "Al Capone" hai sbagliato sito. Se cercavi "Lucky Luciano" pure.