Economia, Politica
“Tsipras privatizzi le isole disabitate, arriveranno i capitali”. Intervista a Evi Pappa

“Tsipras privatizzi le isole disabitate, arriveranno i capitali”. Intervista a Evi Pappa

Pubblicato su Il Foglio martedì 14 luglio

Alla fine l’accordo è stato trovato. Dopo estenuanti trattative i leader dell’Eurozona hanno offerto la disponibilità a discutere di un pacchetto di aiuti da oltre 80 miliardi di euro in cambio dell’approvazione immediata delle riforme Tsipras aveva rifiutato (innalzamento dell’Iva, riforma delle pensioni, privatizzazioni, revisione della spesa, presenza della Troika ad Atene). Si ritorna quindi sui binari dell’austerity, dove hanno viaggiato i precedenti governi greci, ma durante le trattative il treno della Grecia guidato dal Tsipras e Varoufakis ha rischiato di deragliare: ripresa ammazzata, capitali in fuga, economia di nuovo in recessione, banche al collasso e Grexit a un passo.

“Questi cinque mesi di trattative sono stati una perdita di tempo e di crescita per il paese, la Grecia sta pagando l’educazione politica e l’inesperienza di Tsipras. Speriamo che almeno riuscirà a mettere d’accordo il Parlamento su quest’accordo”. Evi Pappa è un’economista greca dell’European university institute di Firenze, esperta di politica monetaria e fiscale, che non risparmia critiche al modo in cui il governo di Syriza ha gestito la crisi: “C’è una larga parte della popolazione greca che non ha niente da mangiare e da perdere, dell’euro o meno non gliene frega niente, come può immaginare le conseguenze di un’uscita dall’euro? – dice la professoressa Pappa al Foglio – Alla Grexit ci hanno pensato tutti tranne la Grecia. Syriza è la tipica sinistra arrivata al potere senza un piano: non aveva un piano A né un paino B, aveva il ‘piano No’. Ma dire ‘no’ a tutto ti lascia senza alternative, qualcosa invece devi avere in mente se fai un referendum del genere. È stato facile per le controparti scoprire il bluff”. Per eterogenesi dei fini (o forse nèmesi, direbbero i greci) il netto Oxi (no) del referendum ha portato al più grande Nai (sì) della storia recente della Grecia: il piano di Tsipras, che ricalca la proposta bocciata dal referendum, è stato approvato dal Parlamento con 251 “nai” su 300, molti di più rispetto ai primi due memorandum di Papandreou e Papademos passati con 155 e 199 voti favorevoli.

In aggiunta alle riforme inizialmente rifiutate da Tsipras, l’Europa ha chiesto l’istituzione di un fondo da 50 miliardi di euro che gestirà i beni pubblici greci da privatizzare e che sarà usato per ricapitalizzare le banche, fare investimenti e ripagare il debito. Una specie d’ipoteca richiesta dai creditori che molti hanno giudicato come un’imposizione umiliante: “In tanti a proposito di questo accordo parlano di ‘colpo di stato’– dice Pappa – ma Tsipras in questi mesi ha cambiato spesso opinione e dopo tutto quello che è successo è comprensibile che l’Europa chieda garanzie, serve anche a far impegnare Tsipras di fronte al suo partito. Il problema piuttosto è cosa fare con questo fondo e questi asset”. La professoressa Pappa un’idea ce l’ha, anche se per un governo post-comunista può suonare come una bestemmia: privatizzare le isole. La Grecia ha attualmente 87 isole disabitate per mancanza di infrastrutture essenziali a partire dall’acqua potabile, il governo potrebbe concederle in affitto per 99 anni a investitori che hanno intenzione di costruire centri turistici esclusivi, in modo da trasformare le isole dell’Egeo nelle “Maldive del Mediterraneo”. Alimentato dai proventi delle concessioni e delle altre privatizzazioni, il fondo potrebbe funzionare come cassa di compensazione per il bilancio dello stato. “Nelle condizioni attuali l’unico modo per far funzionare l’economia è attraverso gli investimenti esteri, creando opportunità per far affluire capitali, in un’ottica di medio periodo la Grecia può svilupparsi se diventa uno snodo commerciale e un centro turistico di alta qualità. Se poi con una fiscal rule si vincola il governo a usare il fondo per accumulare surplus negli anni buoni da usare nei periodi di recessione, si danno anche garanzie all’Europa sul bilancio greco”.

E nel breve periodo le proposte del piano funzioneranno? “Non sono d’accordo con l’aumento dell’Iva, per com’è fatta l’economia greca aumenterà solo l’evasione fiscale. Per recuperare risorse non bisogna alzare le aliquote, ma guardare dove c’è evasione: alla dogana, tra i liberi professionisti, sui conti all’estero della famosa lista Lagarde. Si può fare di più anche sul taglio della spese, ad esempio quelle militari”

Related Posts

Comments are closed.

Luciano Capone


Nato in Irpinia, vivo a Milano, tifo Lazio. Ho provato a non fare il giornalista ma per adesso non ci sono riuscito, è insieme al Tressette la cosa che forse mi riesce meno peggio. Scrivo per Libero e Il Foglio. Se cercavi "Al Capone" hai sbagliato sito. Se cercavi "Lucky Luciano" pure.