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Storico referendum in Catalogna. La Lega parla di formaggini.

Storico referendum in Catalogna. La Lega parla di formaggini.

Ieri è stata una giornata storica per la Catalogna e per l’Europa: un popolo ha disobbedito alle leggi e alle imposizioni dello Stato per esercitare il proprio diritto a decidere, il famoso principio di autodeterminazione dei popoli di cui parla anche la Carta delle Nazioni Unite (ma che evidentemente può essere esercitato solo da dittatori e despoti asiatici e africani). Circa 2milioni di catalani hanno votato per essere indipendenti dalla Spagna, da uno Stato in cui non si trovano più a loro agio e per costruirne uno più adatto alle loro esigenze. Tutto fatto in maniera pacifica, senza carnevalate, corna celtiche o ampolle del fiume Ebro.

Doveva essere una giornata importante per la Lega Nord, più del referendum scozzese, visto che la Spagna e la sua Costituzione su questo punto sono molto più simili all’Italia di quanto non lo siano la Costituzione e la cultura  britannica, che hanno accettato il principio che sono gli scozzesi ad avere il diritto a decidere sul loro futuro. Della giornata di ieri ne parla tutta la stampa internazionale: il Financial Times, il Wall Street Journal, il New York Times, il Washington Post, Bloomberg, la Bbc, le Monde, il Guardian, die Welt, oltre ovviamente a tutta la stampa catalana e spagnola.

Di tutto questo però la Lega ieri (e tantomeno oggi) non ha parlato affatto. Il giornale di partito La Padania, il segretario Matteo Salvini e i presidenti di regione Roberto Maroni e Luca Zaia non hanno fatto una dichiarazione, scritto un articolo, un commento, un post su Facebook, un tweet sulla storica giornata del #9N. La Lega ha preferito parlare di:

trivellazioni nell’Adriatico

 – Salvini che incontra il grande Arrigo Sacchi

chiusura de La Padania “per colpa di Renzi”

 

 

 

 

– rom, stop immigrazione e aggressione dei centri sociali a Salvini

 

 

 

 

 

 

– asse con la Cgil per l’abrogazione della legge Fornero

dialisi all’ospedale San Gerardo di Monza  

– colazione di Salvini con i mitici formaggini Susanna

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dovrebbe essere ormai evidente a tutti, anche a chi agita ancora lo spauracchio della secessione, che la Lega Nord non presta più attenzione all’indipendentismo e che è più interessata a tematiche che riguardano la sicurezza nazionale, la lotta all’immigrazione, la difesa dell’identità nazionale (italiana) e l’estensione dello Stato (italiano) sociale.

Insomma la Lega Nord è diventato un partito nazional-socialista. Saranno contenti i camerati di Casapound e i compagni della Cgil, un po’ meno gli indipendentisti. Il prossimo slogan anziché “Roma ladrona, la Lega non perdona“, potrebbe essere “Pitupitumpa“.

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Luciano Capone


Nato in Irpinia, vivo a Milano, tifo Lazio. Ho provato a non fare il giornalista ma per adesso non ci sono riuscito, è insieme al Tressette la cosa che forse mi riesce meno peggio. Scrivo per Libero e Il Foglio. Se cercavi "Al Capone" hai sbagliato sito. Se cercavi "Lucky Luciano" pure.