Economia
Sicilia, dalla Camera proroga per 20mila precari

Sicilia, dalla Camera proroga per 20mila precari

Pubblicato su Libero sabato 29 novembre

Per 22mila precari siciliani è arrivata la proroga della proroga. La commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento alla legge di stabilità che rinvia la spending review sui dipendenti degli enti locali siciliani. La nuova norma prevede che gli oltre 20mila contratti in scadenza quest’anno vengano prolungati di un altro anno, quindi per tutto il 2015, in deroga alla legge D’Alia che aveva fissato alcuni paletti per rendere più efficiente e sostenibile l’assunzione del personale negli enti locali. Tutto rimandato, grazie all’intervento arrivato quasi in extremis (dal 1 gennaio 2015 avrebbero perso tutti il posto), di 16 parlamentari siciliani del Pd e 1 di Forza Italia (sempre siciliano) che hanno proposto e fatto approvare l’emendamento. Il primo firmatario, il democratico Angelo Capodicasa nei giorni scorsi era apparso preoccupato perché “un parere della Ragioneria generale dello Stato stava rendendo tutto più difficile perché faceva temere un aumento di spesa” e poteva portare a una bocciatura dell’emendamento, ma poi si è tranquillizzato quando sono arrivate le “rassicurazioni dal viceministro all’Economia Enrico Morando”.

La vicenda parte dall’agosto 2013 quando l’allora ministro della Funzione pubblica del governo Letta, il siciliano Gianpiero D’Alia, fa approvare un decreto con “Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni”: niente più assunzioni senza concorso (che dovrebbe essere la regola) e assorbimento di parte dei precari con più anni di contratto, ma solo per gli enti locali che rientrano in alcuni paletti come il rispetto del patto di stabilità e un livello non critico di uscite correnti. Ma qualche mese dopo è lo stesso D’Alia a proporre una proroga alle “disposizioni urgenti” per renderle meno urgenti nella sua Sicilia: “Il governo ha presentato un emendamento alla legge di stabilità che dà più tempo alle regioni a Statuto Speciale – annunciò l’allora ministro D’Alia – il decreto indicava nel 31 dicembre prossimo (2013 ndr) la scadenza entro cui si doveva effettuare una ricognizione dei comuni in grado di stabilizzare e comporre le liste regionali dei precari: con questa norma spostiamo quel limite al 31 dicembre 2014, consentendo contemporaneamente la proroga dei contratti anche ai comuni che avendo sforato il patto di stabilità non sarebbero nelle condizioni di farlo”. Niente più paletti per i comuni e proroga di un anno: gli oltre 20mila precari sono salvi, gli enti locali non devono fare revisioni della spesa e i sindacati sono contenti: “Il governo ha capito che l’emendamento richiesto dai sindacati e dalla Regione Sicilia era necessario per prorogare i contratti e per avviare la stabilizzazione dei ventimila precari siciliani”. La Regione grazie alla sua autonomia ha più tempo per adeguarsi alle norme e così pure i precari siciliani sono più “autonomi” degli altri precari della penisola che vedono i propri contratti scadere e degli altri cittadini che possono entrare nella Pa solo per concorso.

La spending review è rimandata, ma un anno passa in fretta e gli enti siciliani fanno poco o nulla. A fine 2014 sono nelle stesse condizioni se non peggiorate e non possono assumere o prolungare i contratti tutte quelle amministrazioni che non rientrano nei paletti previsti dalla legge: il rispetto del patto di stabilità e la razionalizzazione delle piante organiche, condizioni preliminari per il piano triennale di assunzioni attraverso concorsi e quote riservate alla stabilizzazione dei precari. “Se non avessimo approvato questa deroga alla legge D’Alia dell’anno scorso – ha spiegato al Giornale di Sicilia il democratico Capodicasa – di tutta questa platea di precari, appena un migliaio avrebbe potuto continuare a lavorare”. È solo grazie all’intervento dei parlamentari siciliani e del governo che il modello siciliano può perpetuarsi senza traumi. I sindacati avrebbero voluto una stabilizzazione definitiva, ma per adesso devono accontentarsi di una proroga, la seconda. Poi l’anno prossimo si vedrà.

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Luciano Capone


Nato in Irpinia, vivo a Milano, tifo Lazio. Ho provato a non fare il giornalista ma per adesso non ci sono riuscito, è insieme al Tressette la cosa che forse mi riesce meno peggio. Scrivo per Libero e Il Foglio. Se cercavi "Al Capone" hai sbagliato sito. Se cercavi "Lucky Luciano" pure.