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La Lega di Salvini, Radio Pyongyang con Diego Fusaro

La Lega di Salvini, Radio Pyongyang con Diego Fusaro

“A breve su Radio Padania ospite Diego Fusaro e le sue battaglie per liberarci da questa Europa, con le sue ‘Cronache Marxiane’”. È Matteo Salvini in persona, il giovane e battagliero leader della Lega Nord, ad annunciare la nuova collaborazione del Carroccio con Diego Fusaro. Fusaro, per chi non lo conoscesse, è uno studioso e saggista comunista il cui contributo alla filosofia e alla sua divulgazione è equivalente o perlomeno equiparabile a quello di Paolo Barnard all’economia, Davide Vannoni alla medicina e Aldo Biscardi alla lingua italiana. Il “filosofo” marxista è famoso per riuscire a dire cretinate cosmiche in un linguaggio astruso e incomprensibile ai più, anticipate da almeno sette citazioni altrettanto indecifrabili di Heidegger, Nietszche, Kojeve e Gramsci. Una delle battaglie più importanti del Fusaro-pensiero è quella contro l’uso della lingua inglese, che comunque anche per chi è a digiuno di anglosassone resta più comprensibile del suo italiano. Nonostante l’apparente giovane età (ha l’aspetto di un trentenne) dice di essere un “allievo di Hegel, Marx, Fichte, Spinoza, Gentile e dei Greci”, quindi deve avere almeno un 2.400 anni buoni, fisicamente portati benissimo ma che a livello neurologico si fanno sentire tutti. Fusaro ha il compito di spiegare agli ascoltatori di Radio Padania tante cose interessanti, tipo come e perché difendere Putin, Assad e ogni altro dittatore e tagliagole del globo dall’“aggressione” dell’America, della globalizzazione e del “Neoliberismo selvaggio”.

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Il filosofo comunista è anche esperto di economia è quindi insegnerà tante altre belle cose, tipo come si esce dall’Euro, come si bloccano liberalizzazioni e privatizzazioni ça va sans dire “selvagge”, come non si paga il debito, come si nazionalizza e come si aumenta la spesa pubblica fino ad arrivare al default (cosa che evidentemente ha imparato dai “Greci”, non i filosofi, ma i politici). Sembrerebbe strano che un aspirante leader del centrodestra e segretario di un partito in cui una volta si ascoltavano studiosi del calibro di Gianfranco Miglio condivida le stesse idee di un personaggio come Fusaro, ma dalle parti della Lega il buon senso è stato smarrito da tempo, più o meno da quando lo statalismo più becero è diventato senso comune. Che poi lo statalismo è una tradizione politica non lontana dalle corde di Matteo Salvini, che infatti è stato all’interno del Parlamento del Nord il capocorrente dei Comunisti Padani e che il segretario della Lega Nord ha riscoperto nel suo recente viaggio in Corea del Nord, un paese che – come diceva un libro di Michael Breen – vive “All’ombra del dittatore grasso”, perché all’epoca Kim Jong-il era l’unico uomo sovrappeso di Pyongyang. Ora il Caro Leader non c’è più, gli è succeduto il Caro Trota Kim Jong-un, che ha ereditato anche il titolo di unico paffutello del reame.

Salvini ha apprezzato molto il modello nordcoreano, d’altronde stiamo parlando di un paese che è diviso dal sud, dove non ci sono i terroni sudcoreani né gli stranieri, non si possono usare divolerie come internet e telefonini, ci sono dazi e divieti di importazione alle merci straniere e soprattutto, come ha detto il capo della Lega: “Lì lo Stato dà tutto: scuola, casa, lavoro (soprattutto forzato ndr). Insomma, al mondo non c’è solo lo stile di vita americano”. Per Salvini si è trattato di “un’esperienza impagabile”, anche perché lì ha visto “un senso di comunità splendido: i bambini giocano in strada non con la playstation e c’è un grande rispetto per gli anziani”. Nella Corea comunista insomma “ci sono cose che ormai in Italia non ci sono più”, come ad esempio i campi di concentramento. Rispetto al nostro paese, ormai pervertito e corrotto dal Neoliberismo e dall’American way of life, il Caro Leader della Lega ha anche notato che nel regno della dinastia dei Kim “lo sport ha un valore fondamentale”. E per averne conferma basta chiedere a Kim Jong-Hun, l’ex allenatore della nazionale di calcio, che, dopo l’eliminazione ai mondiali del 2010 per opera di squadroni del il Brasile e il Portogallo, ha subito un processo pubblico di sei ore, è stato accusato di “tradimento” nei confronti del Caro Trota e infine espulso dal partito dei lavoratori e costretto ai lavori forzati. Ora che la Lega ha un modello, la Corea comunista, e un ideologo di riferimento, Diego Fusaro, deve solo aggiustare lo slogan (potrebbe andare bene “Prima la Corea del Nord!”) e cambiare il simbolo. Al posto del Sole delle Alpi si puà usare un’anguria, che è esattamente come Salvini: verde fuori e rossa dentro.

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Luciano Capone


Nato in Irpinia, vivo a Milano, tifo Lazio. Ho provato a non fare il giornalista ma per adesso non ci sono riuscito, è insieme al Tressette la cosa che forse mi riesce meno peggio. Scrivo per Libero e Il Foglio. Se cercavi "Al Capone" hai sbagliato sito. Se cercavi "Lucky Luciano" pure.