Politica
Renzi salva la democrazia e impedisce che diventi Presidente il giudice al soldo di Berlusconi

Renzi salva la democrazia e impedisce che diventi Presidente il giudice al soldo di Berlusconi

Avvertenza: se non avete letto i libri di Giulietto Chiesa e Ferdinando Imposimato, se non vedete Adam Kadmon, se credete alla verità ufficiale sull’11 settembre, se non credete alle scie chimiche, al Nwo, alla lobby pluto-giudaico-massonica, al Bilderberg, ai microchip sottopelle e ai rettiliani, astenetevi dalla lettura.

Tutti in queste ore stanno parlando del capolavoro politico di Renzi: è stato eletto come Presidente della Repubblica il suo candidato al primo colpo con una larghissima maggioranza, ha tenuto unito il partito e messo in un angolo l’opposizione interna, ha diviso il centrodestra, spaccato Forza Italia e ha smentito le voci della propaganda anti-italiana sull’onnicomprensivo e diabolico patto del Nazareno. Ma ciò che nessuno ha sottolineato è che con questa operazione Renzi ha salvato la Repubblica da una manovra organizzata sottotraccia da poteri oscuri e deviati (pezzi dello stato? Bilderberg? Massomafie?) che avevano l’obiettivo di portare al Quirinale un personaggio molto ambiguo, che negli anni ha sempre cercato di depistare la ricostruzione della verità sugli avvenimenti più tragici della storia repubblicana, dalle stragi di stato alla scomparsa di Emanuela Orlandi, dall’omicidio di Aldo Moro ad Alì Agca. Si tratta di Ferdinando Imposimato.

Attraverso una trama occulta, di cui pochi si sono accorti, il vertice del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo ha improvvisamente cambiato il sistema di voto delle Quirinarie imponendo una lista bloccata, una procedura molto diversa rispetto a quella del 2013 in cui il giudice Imposimato arrivò solo quinto. Solo un caso?! Non sembra, visto che nella lista chiusa questa volta mancavano i candidati più votati delle scorse Quirinarie (Milena Gabanelli e Gino Strada), è stato escluso l’autorevolissimo nome di Emma Bonino (che nel 2013 aveva preso quasi gli stessi voti di Imposimato), sono stati inseriti i nomi di politici invotabili per gli iscritti del M5S come Pier Luigi Bersani (con cui nel 2013 non si è voluto fare un governo insieme, figurarsi mandarlo al Quirinale) e di persone semi-sconosciute come Elio Lannutti. Inoltre è stato appositamente incluso il nome di Lorenza Carlassare ben sapendo che avrebbe declinato, così i candidati sono diventati nove anziché dieci. In questo modo, con pochi candidati votabili e un sistema di voto controllato e influenzato dall’alto da chi gestisce i server (come ha ricordato lo stesso blog di Beppe Grillo il voto elettronico “favorisce il broglio e contemporaneamente ostacola i meccanismi di controllo“), non è stata una sorpresa se il vincitore è stato proprio chi già dall’inizio doveva vincere: Ferdinando Imposimato, il candidato di alcuni poteri (forti?).

Ma siamo solo a metà del complotto orchestrato da Beppe Grillo (e dagli “ambienti” che sono dietro il M5S) e Silvio Berlusconi. Silvio Berlusconi?! Esattamente! Nessuno infatti sulla stampa prezzolata italiana (venduta ai poteri stranieri?) ha ricordato che Imposimato è stato a lungo un giudice a libro paga di Berlusconi. Infatti l’insospettabile ex parlamentare del Partito comunista, è stato per circa 7 anni un giudice di Forum su Rete4, una delle trasmissioni di punta dell’impero mediatico di Sua Emittenza. Tra l’altro Imposimato in quella trasmissione ha piano piano tolto spazio a Santi Licheri, il giudice più amato dagli italiani, una persona integerrima e incorruttibile che era diventata scomoda e ingombrante per il Sistema (pare stesse lavorando ad una lite di condominio in cui erano coinvolti un console degli Stati Uniti e un agente segreto del Mossad che avevano usato il vano caldaia come covo per nascondere documenti scottanti e compromettenti).

Dopo le prime tre votazioni in cui serviva la maggioranza dei due terzi il M5S avrebbe dovuto coagulare consensi attorno alla figura di Imposimato, su cui sarebbero dovuti convergere improvvisamente i voti di Forza Italia, degli alleati di Berlusconi e di altri franchi tiratori al quarto scrutinio, quando il quorum sarebbe sceso. Il “golpe democratico” avrebbe portato al Quirinale il candidato del M5S ed ex dipendente di Berlusconi che avrebbe poi ripagato il Cavaliere per il suo appoggio concedendogli la grazia, il prezzo dell’inciucio. Il passo successivo sarebbe stato quello di nominare un nuovo governo con la nuova maggioranza antieuropeista che l’aveva votato per portare il paese fuori dall’Euro, contro la volontà degli italiani, per fare gli interessi dei poteri bancari e finanziari che avrebbero speculato sulla svalutazione della nuova moneta, sapendo in anticipo le mosse del nuovo governo golpista.

Ma Matteo Renzi se n’è accorto per tempo ed è riuscito a far eleggere Sergio Mattarella, un uomo che non ha nulla a che fare con la storia di personaggi alla Imposimato. E ha salvato la democrazia, l’Europa e i risparmi degli italiani.

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Luciano Capone


Nato in Irpinia, vivo a Milano, tifo Lazio. Ho provato a non fare il giornalista ma per adesso non ci sono riuscito, è insieme al Tressette la cosa che forse mi riesce meno peggio. Scrivo per Libero e Il Foglio. Se cercavi "Al Capone" hai sbagliato sito. Se cercavi "Lucky Luciano" pure.