Cultura
Papa Francesco, il metodo Zidane e la lezione di Materazzi

Papa Francesco, il metodo Zidane e la lezione di Materazzi

In questi giorni si è parlato molto dell’uscita di Papa Francesco sul pugno a chi offende sua mamma, che nella metafora rappresenterebbe la religione: a chi dice una parolaccia contro mia mamma “gli aspetta un pugno” ha dichiarato Bergoglio, “Non si può provocare, non si può insultare la fede degli altri. Tanta gente che sparla, prende in giro, si prende gioco della religione degli altri”. A parte la scelta infelice della tempistica, con i cadaveri ancora caldi dei giornalisti di Charlie Hebdo massacrati proprio per aver offeso la sensibilità religiosa dei fanatici, sorprende in assoluto l’enunciazione di una norma di vita che non viene insegnata nelle scuole o a catechismo, ma che si impara nelle partite di pallone in periferia o per strada: “Lassat’ sta le mamme!” (il divieto si estende per analogia anche a parenti e affini, costituisce aggravante se la persona tirata in causa è deceduta “Lassat’ sta li muort’!“).

Ci sono state molte critiche per questa dichiarazione infelice, sfuggita in un volo mentre chiacchierava con la stampa come può accadere a un Pontefice molto loquace. Eppure, inspiegabilmente, l’uscita del Papa ha ricevuto l’approvazione di molte persone e di molti intellettuali che hanno discusso sui limiti della libertà d’opinione e sul divieto di offendere le religioni in particolare. L’ultimo in ordine cronologico è stato Eugenio Scalfari, fino a poco tempo fa sfegatato laicista, che nel suo editoriale domenicale dal titolo Il pugno di Francesco e la lezione di Voltaire, pur “forse” dissociandosi dalla giustificazione di reazioni violente (“Forse Francesco ha sbagliato a minacciare il pugno contro chi insulta le religioni”), ha accolto il senso profondo dell’affermazione del Papa, ovvero che c’è un limite alla libertà d’espressione: “Il precedente c’è e il pugno dovrebbe essere –  credo io – una norma che vieti e punisca chi si prende gioco delle religioni”. Così il dogma dell’infallibilità papale, che ricordiamo vale solo quando il Pontefice parla ex cathedra e quindi non in questo caso, presso alcuni zelanti papisti (anche non credenti) ha trovato un’applicazione più estensiva, cioè per ogni parola pronunciata dal Santo Padre.

Non si spiega altrimenti come mai nel caso più famoso dell’applicazione del precetto bergogliano nessuno si sia schierato a favore di Zinedine Zidane. Tutti ricordano che nella finale dei mondiali del 2006 l’allora capitano della nazionale francese stese con una testata (una atto analogo al pugno evocato dal Papa) il difensore della nazionale italiana Marco Materazzi, che aveva fatto delle illazioni offensive sul comportamento sessuale disinvolto della di lui sorella (la sorellina è sacra come la mamma). Zizou, che da piccolo ha imparato giocando nelle strade di Marsiglia la regola non scritta che sancisce il diritto di vendicare l’onore delle mamme e delle sorelle, ha fatto quello che il Papa avrebbe ritenuto giusto, pur essendo lui musulmano (Zidane). Bum! Capocciata sul petto e Materazzi al tappeto. Tutti ricordano quella reazione come la macchia nera della carriera del giocatore franco-algerino, nessuno né allora né oggi ha provato a difendere Zizou, non dico uno Scalfari ma neppure un Maurizio Mosca (pace all’anima sua) o un Aldo Biscardi.

Quell’episodio che in parte ha fatto vincere all’Italia la Coppa del mondo, a distanza di dieci anni ci regala anche un fondamentale insegnamento sulla libertà d’opinione, che non è “la lezione di Voltaire” di cui parla Scalfari, ma la “lezione di Materazzi” (se Zidane fa il Papa, Materazzi può tranquillamente fare Voltaire): “Qualsiasi cosa gli abbia detto – dichiarò a distanza di tempo il philosophe della nazionale – non giustificava una reazione del genere da parte di Zidane“.

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Luciano Capone


Nato in Irpinia, vivo a Milano, tifo Lazio. Ho provato a non fare il giornalista ma per adesso non ci sono riuscito, è insieme al Tressette la cosa che forse mi riesce meno peggio. Scrivo per Libero e Il Foglio. Se cercavi "Al Capone" hai sbagliato sito. Se cercavi "Lucky Luciano" pure.