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Scozia, Pagliarini: “Il risultato è irrilevante, l’importante è che si è votato”

Scozia, Pagliarini: “Il risultato è irrilevante, l’importante è che si è votato”

Pubblicato su Libero venerdi 19 settembre.

Gli occhi del mondo sono puntati sulla Scozia per conoscere l’esito del referendum sull’indipendenza dal Regno Unito. Ma per Giancarlo Pagliarini, ministro del Bilancio nel primo governo Berlusconi e storico esponente della Lega, non è importante sapere se vincono i sì o i no: “Il risultato è irrilevante, l’importante è che si voti”, dice il Paglia.

È questo il vero significato del referendum scozzese?

Il significato è prima di tutto culturale: finalmente si vota. Ed è importante soprattutto per l’Europa perché ci sono tante situazioni come quella scozzese che sono bloccate e che possono trovare una soluzione attraverso il voto.

Perché questo referendum sarebbe così importante per l’Europa?

Perché noi l’Europa non la faremo mai finché ci saranno gli stati-nazione a bloccare l’integrazione con i loro egoismi. Questo referendum è un precedente importantissimo perché attraverso il voto potrà finalmente portare a un’Europa delle regioni, in cui convivano Scozia, Catalogna, Lombardia, Sicilia, Veneto e Baviera, ognuna con il proprio modello.

In una lettera al Corriere, l’ex premier Enrico Letta la pensa all’opposto: il referendum scozzese, come l’attentato di Sarajevo che scatenò la Prima guerra mondiale, produrrà un effetto a catena che porterà l’Europa sull’orlo del baratro.

Ma non c’è contrapposizione tra autonomismo ed europeismo, anzi è vero il contrario: o nascerà l’Europa dei popoli oppure l’Europa degli stati, così com’è, non funzionerà mai. È  necessario ridurre l’influenza dei vecchi stati-nazione che sono proprio quelli che hanno fatto le guerre mondiali. E mi meraviglia che Letta non l’abbia capito.

Secondo molti osservatori gli indipendentisti votano contro il loro interesse, cosa ne pensa?

Io spero che vinca il sì, ma l’importante è che si voti e che diventi una regola per tutta l’Europa. I politici nazionali vogliono i consensi per gestire il potere, non vogliono che i cittadini decidano per sé, così i franchisti di Madrid e quelli di Roma non vogliono che Catalani e Veneti votino sulla propria autonomia. Per questo la scelta di David Cameron di accettare il referendum è un esempio di democrazia e civiltà che va apprezzato. Gli elettori possono anche votare contro il proprio interesse, ma sbagliando s’impara. Non esiste chi non sbaglia mai, né tra i cittadini, né tra i politici, né tra gli stati.

La Scozia e la Catalogna sono due regioni con governatori indipendentisti, situazioni non molto dissimili da Lombardia e Veneto. Come vede la posizione e la strategia della Lega?

La Lega aveva tutte le basi per portare avanti lo stesso percorso, ma si è chiusa in sé stessa. Con Miglio facevamo questi ragionamenti, ma purtroppo nella Lega di oggi non li fa più nessuno. Le basi del federalismo non sono i due-tre euro in più o in meno, ma il concetto di “diversi che lavorano assieme per servire i cittadini e le generazioni future”, tenersi le tasse è solo una conseguenza.

La Lega ha puntato più sulla battaglia contro l’Euro

È folle, una follia assoluta. Bruxelles dà un po’ di fastidio, ma Roma dà fastidio e toglie molti più soldi. Tra Roma e Bruxelles, mille volte meglio Bruxelles.

Cosa dovrebbe fare la Lega?

Non dovrebbe fare politica per il “partito” ma, come in Scozia e Catalogna, dovrebbe tornare a parlare alla società civile in maniera trasversale, ripercorrere la strada che aveva imboccato inizialmente Umberto Bossi.

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Luciano Capone


Nato in Irpinia, vivo a Milano, tifo Lazio. Ho provato a non fare il giornalista ma per adesso non ci sono riuscito, è insieme al Tressette la cosa che forse mi riesce meno peggio. Scrivo per Libero e Il Foglio. Se cercavi "Al Capone" hai sbagliato sito. Se cercavi "Lucky Luciano" pure.