Cultura, Economia

Pubblicato su Il Foglio giovedì 28 gennaio

E’ appena uscito il “Rapporto Italia” dell’Eurispes, l’istituto guidato dal sociologo Gian Maria Fara, che ogni anno fa un’analisi quantitativa dell’economia e della società italiana. I risultati del “Rapporto 2016” sono stati ripresi dalle agenzie di stampa, rilanciati dagli organi d’informazione e domani saranno sulle pagine di tutti i quotidiani per i numeri clamorosi sull’evasione e l’economia sommersa. “Siamo tutti evasori? Probabilmente sì” dice l’Eurispes, perché il Pil di circa 1.500 miliardi di euro è per 540 miliardi economia sommersa (il 36% del pil!), di cui circa 200 miliardi sono attività criminali (addirittura oltre il 13% del pil!). Sulla base dei 540 miliardi di sommerso viene calcolata anche l’evasione, che ammonta a 270 miliardi (il 18% del pil!). Cifre incredibili che occupano i titoli di tanti articoli, talmente incredibili da non sembrare vere. E infatti non lo sono. Leggi tutto

Cultura

Pubblicato su Il Foglio lunedì 25 gennaio

Fabio Fazio e Barbara D’Urso non hanno molte cose in comune, il primo è il titolare del salotto del ceto medio riflessivo e della borghesia radical chic mentre la seconda è la regina della tv nazionalpopolare e anche un po’ trash. La profonda differenza socio-culturale tra i due non può essere sintetizzata meglio di come ha fatto il Checco Zalone in versione Gramellini ospite a “Che tempo che fa”: da Fazio si dice “sinossi” e dalla D’Urso “riassunto”, su Rai3 si dice “letizia” e su Canale5 “figa”. Ma la diversità tra i due conduttori, oltre che nello stile e nei differenti pubblici, sta anche nel trattamento riservato dalla massima istituzione del giornalismo: uno è coccolato e l’altra perseguitata. Leggi tutto

Cultura

Pubblicato su Il Foglio sabato 30 gennaio con il titolo
Magistratura in palese fuorigioco sulla Xylella. Parla l’ex giudice Savino

“Sono rimasto sconcertato dall’iniziativa della procura di Lecce, è un classico caso di intervento a gamba tesa in un ambito non proprio”. Vito Savino, ex presidente del tribunale di Bari e da pochi giorni in pensione dopo 50 anni di toga, parla dell’inchiesta sull’“emergenza Xylella” in Salento che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 10 scienziati e funzionari. Il giudice rievoca altre invasioni giudiziarie in campo scientifico, “come quando i magistrati continuavano a imporre le cure Stamina e Di Bella anche dopo che la comunità scientifica ne aveva rivelato l’inefficacia, costringendo il Servizio sanitario nazionale a far proseguire queste cure. Ma questi costi chi li paga?”. Leggi tutto

Cultura, Politica

Pubblicato su Il Foglio giovedì 21 gennaio

L’inchiesta della procura di Lecce sull’“emergenza Xylella”, nata dopo la comparsa del batterio da quarantena che sta falcidiando gli ulivi salentini, cade un pezzo alla volta. Probabilmente la Xylella avrà contagiato i faldoni dei magistrati, visto che anche l’inchiesta, come gli ulivi, pare soffrire di disseccamento rapido. Mostrando tutte le incongruenze e i marchiani errori dell’indagine condotta dai pm Elsa Valeria Mignone, Roberta Licci e dal procuratore Cataldo Motta – che ha messo sotto indagine per una lunga sfilza di reati gli scienziati e i funzionari che stavano tentando di arginare un’emergenza fitosanitaria europea – avevamo fatto notare come le conclusioni a cui giunge la procura si basano su affermazioni fattualmente false. Per dimostrare l’inutilità e l’inefficacia del piano Silletti, bloccato con un decreto di sequestro dalla procura, i magistrati citano nell’ordinanza un’affermazione di Alexander Purcell, docente a Berkeley in California e massimo esperto mondiale di Xylella: “Non fate il nostro stesso errore: contro la Xylella gli abbattimenti non servono a nulla. Occorre contenere il batterio e lavorare sul rafforzamento delle piante”, avrebbe testualmente detto secondo la procura l’esperto americano durante un workshop all’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa). Leggi tutto

Cultura

Pubblicato su Il Foglio lunedì 18 gennaio con il titolo
Non si ferma il circo mediatico-giudiziario sulla Xylella. Chiedere in procura

Da emergenza fitosanitaria internazionale la Xylella si è trasformata in fenomeno giudiziario, occupando prima le giornate dei magistrati, poi le prime pagine dei giornali e infine le trasmissioni televisive. Ne ha parlato “Presa Diretta”, il programma di approfondimento giornalistico di Riccardo Iacona, dove è intervenuto anche il procuratore di Lecce, Cataldo Motta, che guida l’inchiesta in cui sono indagate dieci persone tra ricercatori, scienziati e ufficiali pubblici per aver diffuso la malattia e pianificato la distruzione del paesaggio salentino. Su queste colonne abbiamo più volte evidenziato le insinuazioni, le incoerenze logiche e i grossolani errori dell’inchiesta, ma il problema è più grave se le affermazioni della procura sono in contraddizione con quelle dei suoi stessi consulenti scientifici. Leggi tutto

Cultura, Economia

Pubblicato su Il Foglio mercoledì 20 gennaio con il titolo
Viva, viva, viva i 62 paperoni messi all’indice da Oxfam (col trucco)

Ormai Oxfam è la Coldiretti globale dello sviluppo equo e sostenibile. Ogni anno a ridosso del World economic forum riesce a occupare le prime pagine di tutti i giornali del mondo sparando dati un po’ così, come fanno la Coldiretti o il Codacons sotto Natale. “Sessantadue supermiliardari hanno accumulato la stessa ricchezza di 3,6 miliardi di persone, la metà più povera della popolazione mondiale”: è questa la sintesi del comunicato stampa con cui la ong britannica, anche a questo giro, ha conquistato l’attenzione dei media globali prima del summit di Davos. Vanno fatti i complimenti a Oxfam, come vanno fatti alle nostra associazioni di consumatori, per le capacità con cui riescono a far passare come serie le proprie statistiche. Ma i media dovrebbero essere altrettanto bravi ad annusare le bufale e a capire cosa significano quei numeri. Leggi tutto

Cultura

Pubblicato su Il Foglio domenica 17 gennaio

Il “caso Infascelli” rischia di assumere le dimensioni dell’“affaire Séralini”. Gilles-Eric Séralini è un biologo francese, autore di uno studio che dimostrava la dannosità per la salute del mais geneticamente modificato (Ogm). La ricerca divenne una bandiera per i gruppi anti ogm e lo è ancora oggi, nonostante sia stata poi ritirata per “gravi vizi di progettazione e metodologia”, come scrive l’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare), e quindi non rispettava “standard scientifici accettabili”. Leggi tutto

Cultura

Pubblicato su Il Foglio martedì 12 gennaio

Sulle drammatiche violenze di massa di Colonia si stanno leggendo e scrivendo – soprattutto per opera di alcune intrepide femministe – le cose più strampalate, astratte speculazioni accomunate da un approccio che ignora i fatti, che fa come se la realtà non esistesse. Si è partiti con il Corriere che ha rilanciato l’ipotesi secondo cui gli immigrati che hanno aggredito le donne durante la notte di Capodanno sarebbero stati aizzati da gruppi xenofobi allo scopo di cavalcare poi l’indignazione anti-immigrati. Ci sono prove a supporto di questa ricostruzione? No, ma non sono necessarie per ribadire che alla fine la colpa è dei maschi occidentali, mentre gli immigrati arabi, nordafricani o islamici sono al massimo pedine di questa specie di fiera dell’est xenofoba. Leggi tutto

Economia, Politica

Pubblicato su Il Foglio mercoledì 13 gennaio con il titolo
Rottamagiovani

Più di tre anni fa la cancelliera tedesca Angela Merkel usò tre numeretti per descrivere la posizione dell’Europa nell’economia mondiale e le difficoltà che deve affrontare: il Vecchio continente ha il 7 per cento della popolazione mondiale, produce il 25 per cento del pil totale e consuma il 50 per cento delle spese per welfare globali. La pesantezza espressa in queste cifre può spiegare in parte il rallentamento dell’economia europea in generale, ma non dice abbastanza su un continente a cui la definizione di “vecchio” è azzeccata non solo per storia e demografia, ma anche per quanto riguarda i beneficiari delle politiche pubbliche. Il think tank brussellese Bruegel ha pubblicato uno studio di tre economisti, Hüttl, Wilson e Wolff, intitolato “Il crescente divario intergenerazionale in Europa”, che mostra come il peso della crisi economica sia stato scaricato sui giovani. Già la Banca d’Italia nell’indagine sui “Bilanci delle famiglie italiane” aveva mostrato come abbia operato questa tendenza in Italia negli ultimi 20 anni: per gli over 64 il reddito e la ricchezza medi sono aumentati del 15 e del 60 per cento, mentre per gli under 34 sono scesi del 10 e del 60 per cento. Leggi tutto

Economia, Politica

Pubblicato su Il Foglio giovedì 14 gennaio

Sotto il Vesuvio non si vede più Napo. Non si tratta di Napo Orso Capo, l’orso capellone dal forte accento partenopeo protagonista di un vecchio cartone animato, ma della moneta dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris. Ne ha dato il triste annuncio il giornalista di Fanpage Ciro Pellegrino, in possesso di uno dei pochi esemplari, che ha notato la data di scadenza sul retro della banconota: 31 dicembre 2015. Il Napo si è spento poco dopo Natale, nell’indifferenza di tutti, anche di colui che l’aveva concepito, dato alle stampe e firmato. Era il 2012 e l’allora neosindaco, nel tentativo di costruire un nuovo polo di sinistra e anti sistema sotto le insegne del Movimento Arancione (anch’esso fallito), strizzava l’occhio alle teorie alternative e creative che puntano a uscire dalla crisi e dall’oppressivo sistema capitalista attraverso la stregoneria monetaria. Leggi tutto

Luciano Capone


Nato in Irpinia, vivo a Milano, tifo Lazio. Ho provato a non fare il giornalista ma per adesso non ci sono riuscito, è insieme al Tressette la cosa che forse mi riesce meno peggio. Scrivo per Libero e Il Foglio. Se cercavi "Al Capone" hai sbagliato sito. Se cercavi "Lucky Luciano" pure.