Cultura, Politica
Nichi Vendola, figlio del marxismo e padre per neoliberismo

Nichi Vendola, figlio del marxismo e padre per neoliberismo

Proviamo a fare una riflessione un po’ seria sulla paternità di Nichi Vendola. Il modo in cui è diventato genitore mi lascia turbato, è una cosa che non mi piace e che istintivamente rifiuto, ma non per questo mi sento di condannarlo. Ci sono tante cose che non farei e non per questo penso che siano da vietare o che sia una persona indegna chi le fa. Ci sono anche cose che trovavo ripugnanti e pensavo di non dover mai fare, tipo mangiare una pizza surgelata, che invece si è dimostrata una specie di salvavita quando sono venuto come studente universitario a Milano.

Alla fine, razionalmente, non mi pare che Vendola e il compagno abbiano violato i diritti di qualcuno: le donne “sfruttate e mercificate” che hanno ceduto l’ovulo e la gestazione lo hanno fatto volontariamente e consapevolmente, probabilmente in cambio di denaro, ma la sostanza non cambiava se l’avessero fatto gratuitamente (non ho mai capito in base a quale ragionamento logico una cosa sia giusta e accettata quando è gratuita, mentre diventa illecita e immorale se in mezzo ci passano i soldi). Si parla di una violazione dei diritti del bambino, ma è difficile dirlo: primo perché il bambino non ha diritti né volontà prima del concepimento, secondo perché quello è l’unico modo e l’unica combinazione attraverso cui quel bambino può nascere, quindi per lui l’alternativa non è tra avere una mamma-e-un papà o due papà-una madre biologica-e-una gestante, ma è tra nascere e non nascere (e quindi è legittimo presumere che avrebbe scelto la prima). D’altronde anche nel caso dei figli dei single i bambini non scelgono di nascere senza uno dei due genitori.

Se c’è però una cosa immorale in Nichi Vendola è il fatto che abbia costruito la sua carriera politica e per anni abbia aggredito i suoi avversari politici con la retorica marxista della “reificazione”, della “mercificazione”, dei poveri sfruttati dai ricchi che soddisfano i desideri comprando tutto, sulla denuncia dello sfruttamento del corpo della donna, sugli attacchi al “berlusconismo” che ha plasmato la donna-oggetto, sulla denuncia della figura della “velina” (che non si sa perché sia più indegna della gestante per altri). Insomma, si spera che adesso Vendola si ritiri dalla politica, non ci ammorbi più con le sue prediche da sepolcro imbiancato e si goda la paternità neoliberisticamente, con il tesoretto e la pensione conquistati in una carriera basata sull’anti-liberismo e la critica alla società globalista, individualista e consumista. Alla fine il neoliberismo vince sempre sull’invidia e sull’odio

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Luciano Capone


Nato in Irpinia, vivo a Milano, tifo Lazio. Ho provato a non fare il giornalista ma per adesso non ci sono riuscito, è insieme al Tressette la cosa che forse mi riesce meno peggio. Scrivo per Libero e Il Foglio. Se cercavi "Al Capone" hai sbagliato sito. Se cercavi "Lucky Luciano" pure.