Economia
Lo Statalismo innovatore: nazionalizzare le ferriere e riaprire le miniere

Lo Statalismo innovatore: nazionalizzare le ferriere e riaprire le miniere

Pubblicato su Il Foglio martedì 25 agosto

Mentre la Confederation of British Industry, la Confindustria britannica, vede la crescita economica del Regno Unito al rialzo, dal 2,4% al 2,6% per quest’anno e dal 2,5% al 2,8% per il 2016, in Gran Bretagna c’è chi si schiera contro le politiche di austerity del governo Cameron, che stanno ottenendo ottimi risultati dopo la grave crisi del 2008. Si tratta dell’astro rinascente del partito laburista Jeremy Corbyn, storico esponente dell’ala sinistra del Labour e dato come favorito nella corsa alla leadership del partito dopo la sconfitta elettorale. Paradossalmente dopo la sconfitta di Ed Miliband l’elettorato laburista si è spostato su un asse ancora più anti-capitalista, nella convinzione che l’ex “Ed il rosso” non fosse abbastanza rosso.

La possibile vittoria di Corbyn ha mandato in allarme tutta la storica classe dirigente che ha portato il Labour al governo dopo gli anni della Thatcher, da Tony Blair a Gordon Brown (che pure erano avversari), convinti che lo spostamento a sinistra del partito spingerà il partito nel precipizio. Corbyn nei suoi anni da parlamentare ha votato più di 500 volte contro il suo partito, ritiene “amici” Hamas e Hezbollah, vuole l’uscita del Regno Unito dalla Nato e in politica economica propone l’espulsione dei privati dal sistema sanitario e scolastico, aumento della spesa pubblica e della tassazione sui ricchi, nazionalizzazione delle ferrovie e delle principali compagnie energetiche, ingresso dello stato nel capitale delle industrie per indirizzarne le scelte e perfino la riapertura delle miniere di carbone chiuse negli anni ’80 da quella strega della Lady di ferro. Una marcia indietro totale rispetto alla svolta imposta da Tony Blair al New Labour negli anni’90, che si manifesterebbe addirittura con la reintroduzione della Clause IV, l’articolo della costituzione del Labour che indicava come obiettivo la proprietà collettiva dei mezzi di produzione e che era stata cancellata 20 anni fa proprio da Blair dopo una dura battaglia che aveva diviso il partito. Insomma, per sintetizzare in una sola frase: “Da Marx abbiamo molto da imparare” (come ha dichiarato Corbyn alla Bbc).

 

Le proposte radicali di Corbyn, rigettate dalla maggioranza degli elettori britannici e da gran parte della dirigenza del partito, hanno però trovato una sponda da parte di un gruppo di economisti: “La sua opposizione all’austerità è in realtà economia mainstream, sostenuta anche dal conservatore Fmi (Fondo monetario internazionale, ndr). Ha lo scopo di promuovere la crescita e la prosperità – hanno scritto in una lettera al progressista Guardian – Nonostante la copertura mediatica opposta, sono la politica del governo attuale e i suoi obiettivi a essere estremisti”. Tra i firmatari dell’appello in sostegno di Corbyn non ci sono avanzi di socialismo reale, ma c’è anche Mariana Mazzucato, l’economista di origine italiana che ha rilanciato l’idea dello “Stato innovatore”. Nel suo libro di sull’“Entrepreneurial State”, Mazzucato ha cercato con successo – dal punto di vista del dibattito pubblico – di ribaltare la dicotomia pubblico-privato, rilanciando l’idea di una burocrazia capace di fare “politica industriale” e di avere la lungimiranza di investire nelle tecnologie più avanzate (a dispetto dello sguardo corto del privato). A suo dire per quasi tutte le innovazioni più radicali dell’economia capitalista, dall’iPhone a internet, dalle telecomunicazioni alle nanotecnologie fino alla farmaceutica, il merito non è degli Steve Jobs o dei Bill Gates, dei Peter Thiel o degli Elon Musk, ma dello Stato. La teoria era affascinante e quasi convincente, la pratica invece suggerisce di nazionalizzare le ferriere e riaprire le miniere di carbone. Per essere uno “Stato innovatore” sembra un film già visto, e con un brutto finale.

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Luciano Capone


Nato in Irpinia, vivo a Milano, tifo Lazio. Ho provato a non fare il giornalista ma per adesso non ci sono riuscito, è insieme al Tressette la cosa che forse mi riesce meno peggio. Scrivo per Libero e Il Foglio. Se cercavi "Al Capone" hai sbagliato sito. Se cercavi "Lucky Luciano" pure.