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La produttività dei magistrati è nulla, dicono i magistrati

La produttività dei magistrati è nulla, dicono i magistrati

In questi giorni si discute molto della riduzione delle ferie dei magistrati, da un lato c’è chi accusa i giudici di essere fannulloni e privilegiati, dall’altro chi sostiene che l’uscita del premier e del governo sia solo “una provocazione gratuita” che non avrà alcun effetto sulla riduzione dei tempi lunghi della giustizia. Lo scontro è diventato molto acceso, i magistrati ritengono la riforma proposta dal governo un “insulto” che attenta all’indipendenza della magistratura, mentre ampi settori della politica ribattono che la reazione della magistratura è spropositata e che la difesa dei privilegi viene perseguita anche attraverso inchieste “ad orologeria”.

Sembrerà strano ma, se si leggono bene le dichiarazioni, la posizione del presidente del Consiglio e dei magistrati sulla questione non è poi così distante. Dice Renzi:

“Non sono le ferie dei magistrati il problema della giustizia civile. Non c’è nessuno che pensi che riducendo le ferie dei magistrati si risolvano i problemi, ma non c’è nessuno che pensi che non sia giusto ridurre i 45 giorni di ferie”.

I magistrati dicono più o meno la stessa cosa: la riduzione delle ferie non risolverà i problemi della giustizia anche perché già adesso i magistrati lavorano durante le vacanze, utilizzando le ferie per smaltire gli arretrati. Dichiara Area, la corrente di sinistra della magistratura (Magistratura Democratica e Movimento per la giustizia):

“La riduzione delle ferie dei magistrati non sarebbe che l’adeguamento di diritto a una situazione di fatto – il lavoro durante le teoriche ferie – già necessaria per il rispetto dei tempi di deposito delle sentenze”.

Sembra quindi paradossale la foga con cui i magistrati cercano di difendere un “privilegio” a cui hanno già rinunciato da tempo. Se da un lato si capisce l’interesse del governo a cavalcare quello che i magistrati definiscono “una trovata propagandistica” non si comprende perché i giudici alzino le barricate per tutelare qualcosa che a loro dire non esiste. Non sarebbe più intelligente cogliere la palla al balzo, sfidare il governo rinunciando anche formalmente ad un diritto che “di fatto” non c’è più e mettere sul piatto della bilancia richieste che permettano di lavorare meglio e far funzionare più rapidamente la macchina della giustizia? O i magistrati non ce la raccontano giusta o la loro strategia è suicida, visto che la difesa delle ferie alimenta agli occhi dell’opinione pubblica l’immagine della “casta dei magistrati” e delegittima qualsiasi altra richiesta anche ragionevole.

Ma ancora più paradossale della difesa delle ferie fatta da Magistratura Democratica (“Le ferie non si toccano perché già non le abbiamo”), c’è quella di Magistratura Indipendente, la corrente “moderata” dei giudici, secondo cui la riduzione delle ferie non aumenta la produttività dei magistrati.

“È del tutto priva di contenuto riformativo, valutabile in termini di efficienza, la preannunciata riduzione delle ferie dei magistrati, non apparendo l’incremento delle giornate lavorative misura di fatto idonea a garantire un aumento di produttività”.

In pratica secondo i magistrati la loro produttività è pari a zero, visto che un aumento delle giornate lavorative non comporterebbe un aumento della produttività. O lavorano o sono in ferie, il risultato non cambia. Un ragionamento curioso per difendere la propria posizione, stranamente di moda in Italia anche in altri ambiti della pubblica amministrazione.

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Luciano Capone


Nato in Irpinia, vivo a Milano, tifo Lazio. Ho provato a non fare il giornalista ma per adesso non ci sono riuscito, è insieme al Tressette la cosa che forse mi riesce meno peggio. Scrivo per Libero e Il Foglio. Se cercavi "Al Capone" hai sbagliato sito. Se cercavi "Lucky Luciano" pure.