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La morte di Daniza, il giorno dello sciacallo

La morte di Daniza, il giorno dello sciacallo

La morte di Daniza, l’orsa uccisa per errore da un anestetico dopo che il mese scorso aveva aggredito un cercatore di funghi, ha scosso gli italiani e in particolare, come si dice in questi casi, il “popolo del web”. A colpi di #iostocondaniza e #giustiziaperdaniza gli internauti se la sono presa con i “criminali” che hanno ucciso l’orsa, hanno denunciato il “nuovo 11 settembre” e la “vergogna nazionale”, hanno ricordato gli orsetti ora orfani della loro mamma e hanno parlato di “animalicidio” e “orsicidio” (due nuove fattispecie di reato da affiancare al femminicidio). Un’ondata di indignazione senza precedenti, niente di neppure lontanamente paragonabile era accaduto quando a morire in seguito ad un’anestesia andata male sono state bambine e ragazze, ricoverate per banali operazioni. L’orsicidio è diventata una questione nazionale tanto da far passare in secondo piano il le morti violente di capre e pecore  uccise durante la sua latitanza della stessa Daniza, che quindi non era responsabile solo di aggressione e lesioni ma anche di capricidio e pecoricidio plurimo.

La storia era troppo ghiotta per non far esplodere le reazioni indignate della nostra sempre attenta classe politica, che si è letteralmente scatenati. Il M5S ha chiesto al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti di riferire in Parlamento: “Oggi è il momento della vergogna, domani dovrà arrivare quello delle riflessioni e perché no, anche delle dimissioni“. Dimissioni anche per il presidente della provincia di Trento sono state chieste dalla Lega Nord e da Michela Vittoria Brambilla di Forza Italia, che ha anche dichiarato: “Ancora una volta, un animale innocente ha perduto la vita per l’arroganza e l’incapacità dell’uomo“. Quindi l’eventuale colpa non è di un uomo, ma dell’uomo in generale, di tutta l’umanità come specie: anche chi si crede assolto è lo stesso coinvolto. Dello stesso avviso Franco Frattini: “L’avevo detto… tra i due la bestia è l’uomo“. L’ex ministro degli Esteri lancia il suo grido di dolore: “Hanno ucciso una madre” e prende una posizione coraggiosa, come forse raramente gli era capitato durante gli anni alla Farnesina, ipotizzando addirittura un complotto: “Irresponsabili e del tutto incompetenti coloro che hanno sparato una dose mortale di anestetico. O forse era voluto?“. Si fa quindi strada l’ipotesi di “orsicidio di Stato”. Per Maurizio Gasparri invece “la Provincia di Trento, che ha ucciso Daniza, dovrebbe essere pacificamente occupata da bimbi con animali per difendere la vita. #arcadiNoè”. Si immaginano i bimbi che circondano il palazzo della provincia con mucche, pecore e maiali gridando “Arrendetevi! Siete circondati!” con la bandiera del Movimento 5 Stalle.

Tra le tante dichiarazioni più o meno deliranti quella che però mi ha impressionato di più è del segretario della Lega Nord Matteo Salvini.

Mi ha colpito non tanto perché solo pochi giorni fa Salvini non era riuscito a mostrare nei confronti di Davide Bifolco, il giovane napoletano morto per un colpo di pistola esploso per errore da un carabiniere, neppure una frazione dell’umanità e della solidarietà espressa nei confronti dell’orso. E neppure perché la tutela degli animali nelle parole del segretario leghista sembra andare di pari passo con l’invito, neppure troppo velato, ad uccidere o quantomeno aggredire fisicamente spacciatori, rapinatori, clandestini e delinquenti, o presunti tali (d’altronde la storia è piena di attivisti e politici molto più sensibili e interessati ai diritti degli animali che a quelli degli esseri umani). Quello che mi ha sorpreso invece è l’improvvisa attenzione leghista alla protezione degli orsi, visto che solo pochi anni fa per protestare contro Life Ursus, il progetto di tutela e reintroduzione dell’orso nelle Alpi che tra le altre cose nel 2000 ha portato Daniza dalla Slovenia in Italia, la Lega aveva organizzato proprio in Trentino un banchetto a base di carne d’orso. 

orso

In pratica la Lega che si indigna per la morte di Daniza, solo poco tempo fa se la voleva mangiare. Il banchetto, organizzata per il 3 luglio 2011, suscitò critiche e reazioni sdegnate di molte forze politiche e associazioni animaliste, ma il deputato e attuale segretario della Lega in Trentino Maurizio Fugatti difese strenuamente la sagra dell’orso: “Questa iniziativa vuole essere un segnale chiaro ai cittadini, che hanno tutto il diritto di girare liberi senza mettere a rischio la propria incolumità. […] Per difendere e tutelare le popolazioni nelle zone di montagna del Trentino dalle continue visite degli orsi, noi preferiamo consumarli in questo modo“. La preoccupazione della Lega, più che la tutela di una specie in via d’estinzione, era quella di “rivivere antiche tradizioni gustando prelibati piatti tipici trentini i cui eccellenti sapori rischiano di sparire dalle nostre tavole”. Quel banchetto poi non si è più fatto a causa dell’intervento dei Nas, ma visto che il cadavere dell’orso adesso c’è gli sciacalli non hanno voluto perdere l’occasione di gustare quel boccone così politicamente prelibato.

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Luciano Capone


Nato in Irpinia, vivo a Milano, tifo Lazio. Ho provato a non fare il giornalista ma per adesso non ci sono riuscito, è insieme al Tressette la cosa che forse mi riesce meno peggio. Scrivo per Libero e Il Foglio. Se cercavi "Al Capone" hai sbagliato sito. Se cercavi "Lucky Luciano" pure.