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La #buonascuola, senza il buono scuola, resta solo una slide un po’ scialba

La #buonascuola, senza il buono scuola, resta solo una slide un po’ scialba

Pubblicato su Il Foglio lunedì 13 aprile

“Il governo aveva annunciato un finanziamento alle scuole libere, ne è uscita una misera elemosina. Siamo ancora prigionieri dell’idea che è buono solo ciò che pubblico ed è pubblico solo ciò che è statale”. Dario Antiseri, filosofo liberale, quando parla di “scuole libere” intende quelle che comunemente vengono definite “scuole private” (o più correttamente paritarie) e quando parla degli annunci del governo Renzi si riferisce alle parole del ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, che lo scorso anno dichiarava che “la libertà di scelta educativa è un principio europeo di grande civiltà”, le scuole statali e paritarie “devono avere uguali diritti”.

Di questo non c’è traccia nella “Buona scuola”, il ddl presentato dal governo che rischia di essere nient’altro che l’ennesima infornata senza concorso di centinaia di migliaia di precari.

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“Il governo aveva annunciato un finanziamento alle scuole libere, ne è uscita una misera elemosina. Siamo ancora prigionieri dell’idea che è buono solo ciò che pubblico ed è pubblico solo ciò che è statale”. Dario Antiseri, filosofo liberale, quando parla di “scuole libere” intende quelle che comunemente vengono definite “scuole private” (o più correttamente paritarie) e quando parla degli annunci del governo Renzi si riferisce alle parole del ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, che lo scorso anno dichiarava che “la libertà di scelta educativa è un principio europeo di grande civiltà”, le scuole statali e paritarie “devono avere uguali diritti”. Di questo non c’è traccia nella “Buona scuola”, il ddl presentato dal governo che rischia di essere nient’altro che l’ennesima infornata senza concorso di centinaia di migliaia di precari.

Anche Gramsci era preoccupato del monopolio statale sull’istruzione: “Noi socialisti dobbiamo essere propugnatori della scuola libera, della scuola lasciata all’iniziativa dei privati e dei comuni. La libertà nella scuola è possibile solo se la scuola è indipendente dal controllo dello stato. Dobbiamo conquistarci la libertà di creare la nostra scuola. I cattolici faranno altrettanto dove saranno in maggioranza: chi avrà più filo tesserà più tela”. Antiseri cita anche Luigi Einaudi, don Sturzo, Tocqueville, John Stuart Mill, Bertrand Russell e Gaetano Salvemini: “Il buono scuola è una garanzia di libertà – dice – perché chi paga per le scuole libere ha già pagato le tasse per le scuole statali, di cui non usufruisce. Uno stato che costringe i cittadini a pagare per ottenere pezzi di libertà è davvero uno stato liberale? Ho sempre cercato obiezioni valide al buono scuola, ma veramente non se ne vedono”. Un’obiezione frequente è che così si aiutano le famiglie ricche: “I ricchi i figli li mandano dove gli pare, sono i poveri che non possono farlo senza il buono scuola. Una volta in un dibattito un esponente del Pci disse apertamente che il buono scuola è una ‘carta di liberazione’ per le famiglie meno abbienti. Questo la sinistra e i laicisti non l’hanno mai capito”.

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Luciano Capone


Nato in Irpinia, vivo a Milano, tifo Lazio. Ho provato a non fare il giornalista ma per adesso non ci sono riuscito, è insieme al Tressette la cosa che forse mi riesce meno peggio. Scrivo per Libero e Il Foglio. Se cercavi "Al Capone" hai sbagliato sito. Se cercavi "Lucky Luciano" pure.