Cultura, Politica
#jesuisGiletti

#jesuisGiletti

Pubblicato su Il Foglio giovedì 5 novembre

La querela serve “a moderare i termini di quelli che si allargano troppo nei nostri confronti” perché “tutte le accuse su Napoli che vengono da fuori sono stonate”, dice Erri De Luca. Si riferisce alla querela del sindaco di Napoli de Magistris nei confronti di Massimo Giletti, il conduttore televisivo reo di aver detto in diretta tv che Napoli è una città “indecorosa in alcuni punti e abbandonata, fuori dalla stazione Centrale c’è immondizia in tutti i vicoli”. Il primo cittadino, già in piena campagna elettorale, si è scagliato contro Giletti definendo la sua trasmissione un “agguato politico-mediatico premeditato” contro Napoli e i napoletani attraverso l’uso di “soliti stereotipi infamanti” e lo ha querelato per le sue parole “diffamanti e offensive” chiedendo un “risarcimento danni milionario da destinare al miglioramento dell’igiene urbana cittadina”.

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La storia fa già ridere di per sé: un sindaco querela per diffamazione un giornalista per aver detto che la città è sporca, dichiarando di voler usare i soldi del risarcimento per pulire la città. Si intuisce che Giletti non avrà bisogno dell’avvocato, Giggino gli ha già costruito una difesa di ferro.

Ma visti i protagonisti, la vicenda assume dei contorni grotteschi. Erri De Luca è reduce da un processo per istigazione a delinquere per le sue parole contro la Tav in Val di Susa che “va sabotata” con le cesoie, in cui si è difeso con successo rivendicando il suo diritto alla “parola contraria”. Ha detto che le parole non si processano, si è paragonato a Nelson Mandela e Gandhi, si è trasformato in un paladino della libertà d’opinione e tutto il mondo della cultura si è mobilitato in suo sostegno a colpi di hashtag #iostoconerri. Con Erri stava pure Giggino: “Non si processa la cultura, non si arresta il libero pensiero”, diceva de Magistris. E adesso Erri sta con Giggino e contro Giletti, dice che il sindaco deve fare un secondo mandato e fa bene a querelare chi si “allarga troppo nei nostri confronti”. L’uscita dello scrittore serve a fare chiarezza: quando in questi mesi difendeva il suo diritto alla “parola contraria” difendeva proprio solo il suo, non quello degli altri. Su un punto però semina dubbi, quando dice che il conduttore piemontese non può parlare di Napoli perché “viene da fuori”: De Luca è di Napoli o della Val di Susa?

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Luciano Capone


Nato in Irpinia, vivo a Milano, tifo Lazio. Ho provato a non fare il giornalista ma per adesso non ci sono riuscito, è insieme al Tressette la cosa che forse mi riesce meno peggio. Scrivo per Libero e Il Foglio. Se cercavi "Al Capone" hai sbagliato sito. Se cercavi "Lucky Luciano" pure.