Economia, Politica
Jeremy Corbyn, “la più lunga lettera di suicidio della storia – reloaded”

Jeremy Corbyn, “la più lunga lettera di suicidio della storia – reloaded”

Pubblicato su Il Foglio martedì 16 settembre

Si dice che quando nel 2010 Ed Miliband vinse di misura il congresso del Labour contro il fratello blairiano David, George Osborne si buttò in ginocchio gridando “Yes! Yes! Yes!”. Il cancelliere dello Scacchiare aveva capito che i laburisti avevano consegnato ai Tory altri 5 anni di governo, con ben 5 anni di anticipo. Con Jeremy Corbyn è come se il Laubour stavolta avesse nominato leader Miliband padre, il sociologo marxista Ralph, molto più rosso del “Red Ed” sconfitto da David Cameron alle elezioni di maggio. E si può immaginare che l’esultanza di Osborne sia stata ancora più intensa.

La vittoria di Corbyn rimanda le lancette della storia della sinistra britannica indietro di trentacinque anni, al 1980, quando – dopo la prima sconfitta contro la Thatcher – il Labour elesse come leader Michael Foot, esponente della sinistra radicale. Capelli bianchi, occhialoni neri e retorica brillante, Foot guidò i laburisti per tre anni, fino alle elezioni del 1983, la peggiore sconfitta elettorale della sinistra britannica nel dopoguerra. Per abbattere la rivoluzione liberale di Margaret Thatcher Foot si presentò alle elezioni con un programma elettorale dal titolo “The New Hope for Britain”, successivamente definito dal deputato laburista Gerald Kaufman “la più lunga lettera di suicidio della storia”: un mix di socialismo, dirigismo, sindacalismo, pacifismo e ambientalismo il cui solo ricordo ha tenuto i laburisti lontano da Downing street per quasi vent’anni. Corbyn è entrato alla Camera dei Comuni proprio nel 1983, con Foot leader, e deve essere tanto legato al manifesto con cui è stato eletto per la prima volta da riproporlo pari pari, 32 anni dopo, per governare il Regno Unito del 2020.

Insomma, il programma di Corbyn è “La più lunga lettera di suicidio della storia – reloaded”. Foot proponeva un massiccio piano di investimenti pubblici per trasporti, case ed energia, e Corbyn oggi fa lo stesso. Nel 1983 si volevano programmare questi investimenti con un “piano quinquennale in accordo con sindacati e datori di lavoro” e di gestirli attraverso l’istituzione di una “Banca nazionale per gli investimenti” e proprio la creazione di una “Banca nazionale per gli investimenti” è uno dei punti del “New Old LabourW di Corbyn. Entrambi i programmi contengono l’abrogazione delle leggi “anti-sindacali” dei Tory sulle relazioni industriali. Sempre sul fronte della politica industriale un punto cardine di entrambi i programmi è la nazionalizzazione delle imprese: poste, compagnie energetiche, banche e istituti finanziari per Corbyn, elettronica, farmaceutica e tutti i settori secondo quanto richiede “l’interesse nazionale” per Foot. Per invertire la chiusura delle miniere decotte decisa della Thatcher, il Labour anni 80 proponeva un “Nuovo piano per il carbone” e pure Corbyn tre decenni dopo si è detto favorevole alla possibilità di riaprire le miniere in Galles. Sulla politica fiscale c’è piena coincidenza: aumento della spesa pubblica, sanità, welfare, stipendi e pensioni da coprire con l’aumento delle tasse sui ricchi (anche se ci sono alcune sottili differenze sulle forme di finanziamento, più ricorso al debito per Foot e più aumento della pressione fiscale per Corbyn).

“Il prossimo governo laburista cancellerà Trident”. Trident è il programma nucleare britannico di difesa che Corbyn vuole abbandonare, esattamente come proponeva in piena Guerra Fredda il manifesto del 1983 (ma la linea anti-nucleare si estende in entrambi i casi anche all’energia). Pure in politica estera il programma è identico, considerando le mutate circostanze storiche: risoluzione pacifica dei conflitti (Corbyn è contrario persino ai raid aerei contro l’Isis voluti da Cameron), dialogo con la Russia (allora Sovietica, ora di Putin) e progressivo disarmo della Nato. In questi 35 anni la Gran Bretagna della Thatcher, di Blair e di Cameron è cambiata notevolmente, ma per Corbyn il tempo sembra non passare mai: vuole entrare a Downing street con la stessa “lettera di suicidio” con cui è entrato a Westminster 32 anni fa. Stavolta sarà molto più difficile.

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Luciano Capone


Nato in Irpinia, vivo a Milano, tifo Lazio. Ho provato a non fare il giornalista ma per adesso non ci sono riuscito, è insieme al Tressette la cosa che forse mi riesce meno peggio. Scrivo per Libero e Il Foglio. Se cercavi "Al Capone" hai sbagliato sito. Se cercavi "Lucky Luciano" pure.