Economia
Imu, la sinistra tassa più della destra

Imu, la sinistra tassa più della destra

Matteo Renzi ha sconvolto i tradizionali schemi politici, dice cose che sono da sempre nelle corde dell’elettorato di centro-destra sul ruolo dei sindacati, sulla concertazione, sull’articolo18, sulla burocrazia, sulle riforme istituzionali. Ma qualche differenza forse esiste ancora, ad esempio sul tema fiscale, dove tendenzialmente la destra preferisce tasse più basse rispetto alla sinistra. E anche se il centrodestra italiano negli ultimi anni si è reso protagonista o complice di considerevoli aumenti della pressione fiscale, questa distinzione è ancora visibile. La conferma arriva dai risultati di uno studio di due economisti italiani che lavorano a Harvard, uno di fama internazionale, Alberto Alesina, e uno giovane, Matteo Paradisi, che hanno analizzato l’effetto dei cicli elettorali sulla scelta dell’aliquota Imu da parte dei comuni. Dai dati emerge che i comuni di centro-sinistra tassano di più di quelli di centrodestra, o meglio che è più alta la percentuale di comuni di centrosinistra che hanno alzato l’aliquota Imu.

Il lavoro di Alesina e Paradisi non si occupa delle differenze tra destra e sinistra, ma di vedere se e quanto i comuni sono influenzati nella scelta dell’imposizione fiscale dalle scadenze elettorali. Gli economisti sono partiti dall’introduzione dell’Imu nel 2011 per vedere come si sono comportate le amministrazioni locali nell’applicazione della parte variabile dell’aliquota Imu. La scelta di studiare l’Imu, nonostante le difficoltà a spiegare il meccanismo dell’imposta al pubblico internazionale, è giustificata per la parziale autonomia di cui dispongono i comuni nella scelta dell’aliquota, perché è un’imposta che con un gettito rilevante (circa 24miliardi di euro), che interessa un’ampissima fetta di contribuenti (circa 26milioni), in un paese in cui oltre il 60% delle famiglie ha una casa di proprietà. La ricerca mostra l’esistenza di un “ciclo elettorale”, ovvero la scelta da parte degli amministratori di abbassare le tasse prima delle elezioni per essere riconfermati e questo effetto è più evidente nei piccoli comuni e nel Sud Italia. Nei piccoli comuni perché si trovano a gestire problemi meno complessi e quindi l’Imu assume un’importanza più rilevante nel dibattito politico; per quanto riguarda l’Italia meridionale la spiegazione è di tipo culturale: nel Sud c’è minore “coscienza civica”, partecipazione alle decisioni pubbliche e controllo sugli amministratori e quindi l’elettorato è più manipolabile dai politici, che basano le loro scelte sulla base del ciclo elettorale.

Ma i dati più interessanti, anche se occupano solo una parte della ricerca, sono quelli sulle differenze tra centrodestra e centrosinistra: al netto del ciclo elettorale, “la sinistra tende a imporre imposte più alte della destra”. Il 35% dei comuni amministrati dal centrosinistra ha scelto aliquote più alte di quella standard, contro il 27,6% del centrodestra. Mentre i pochi comuni che hanno scelto di abbassare l’aliquota Imu sulla prima casa sono per l’8,4% di centrodestra e per il 6,5% di centrosinistra. E questo, spiegano gli economisti, “è coerente con le due diverse impostazioni ideologiche sulla tassazione della ricchezza”. Un solo dato è in controtendenza: il 3% dei comuni di sinistra ha deciso di abbassare l’aliquota sulle seconde case contro appena lo 0,2% dei comuni di destra.

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Luciano Capone


Nato in Irpinia, vivo a Milano, tifo Lazio. Ho provato a non fare il giornalista ma per adesso non ci sono riuscito, è insieme al Tressette la cosa che forse mi riesce meno peggio. Scrivo per Libero e Il Foglio. Se cercavi "Al Capone" hai sbagliato sito. Se cercavi "Lucky Luciano" pure.