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Il procuratore Nieves fugge dal Venezuela e svela il processo-farsa contro Leopoldo López

Il procuratore Nieves fugge dal Venezuela e svela il processo-farsa contro Leopoldo López

Pubblicato su Il Foglio giovedì 29 ottobre

“Lei sa che in base a quello che dice è un violatore dei diritti umani?”. “Sì, non sto scappando dalla mia responsabilità penale, per questo sono qui”. Risponde in maniera chiara il procuratore Franklin Nieves alla domanda diretta di Fernando Del Rincon, giornalista della Cnn latinoamericana. Nieves è un magistrato che in Venezuela ha fatto parte dell’accusa nel processo del secolo, quello contro Leopoldo López, il leader dell’opposizione al governo chavista. Parla dagli Stati Uniti, dove è fuggito con la famiglia dopo aver diffuso un video attraverso il sito La Patilla in cui ha confessato di aver subìto pressioni per arrestare López e manipolare le prove che hanno portato alla sua condanna a quasi 14 anni di carcere.

La persecuzione giudiziaria dell’oppositore venezuelano inizia il 12 febbraio del 2014 quando, dopo aver convocato una manifestazione di protesta in cui si chiedevano le dimissioni del presidente Nicolás Maduro per le drammatiche condizioni economiche del paese, viene arrestato con accuse di incendio, istigazione e associazione a delinquere. Dopo un anno e mezzo di carcere militare preventivo, lo scorso settembre, López è stato condannato al massimo della pena, 14 anni, al termine di un processo in cui non sono stati rispettati i più elementari diritti di difesa.

L’ex accusatore assicura che López è completamente innocente: “Tutti i testimoni hanno dichiarato il falso per far condannare López, le deposizioni erano fittizie, sono andate come volevamo che andassero”. Nieves ha ammesso anche che sono stati violati i diritti umani dell’imputato, non permettendogli di presentare prove e testimoni per confutare le accuse. Il procuratore ha anche rivelato che il presidente Maduro aveva sollecitato l’arresto di López già il 10 febbraio, due giorni prima della manifestazione per cui poi il leader dell’opposizione è stato condannato. “In Venezuela i poteri dello Stato sono inginocchiati all’esecutivo e all’Assemblea nazionale – al presidente Maduro e al numero 2 del regime Diosdado Cabello –. Sono stato designato per la persecuzione di Leopoldo López: abbiamo ricevuto pressioni per eseguire gli ordini, detenere Leopoldo, perseguirlo, condannarlo e inabilitarlo politicamente”. Dopo la condanna a 14 anni Nieves ha avuto una crisi di coscienza pensando ai due piccoli figli di López: “Non voglio che passino altri 14 anni senza poter vedere il padre”. Oltre ad aver chiesto scusa alla famiglia di López, il procuratore ha invitato i suoi colleghi a “parlare e non aver paura” affinché “si sappia la verità su tutte le violazioni dei diritti umani”.

La situazione in Venezuela è molto critica, sono decine gli oppositori politici in carcere, il paese è in una profonda recessione ed è ai vertici delle classifiche mondiali per inflazione, omicidi e scarsità di beni essenziali. Il 6 dicembre ci saranno le elezioni legislative e il Psuv, il partito fondato da Hugo Chávez che governa dal 1999, sembra intenzionato a restare al potere anche a costo di fare ricorso ai militari. Ricardo Hausmann – economista venezuelano che insegna ad Harvard e voce critica del regime – un po’ come ha fatto Nieves con i suoi colleghi magistrati, ha invitato alcuni storici alleati del chavismo a prendere una posizione chiara nei confronti delle bugie e delle violazioni del governo Maduro: “Importanti leader come il presidente Dilma Rousseff del Brasile e il presidente Michelle Bachelet del Cile sono rimasti in silenzio. Dovrebbero tener conto di un monito di Albert Einstein: ‘Il mondo è un posto pericoloso non a causa di quelli che compiono azioni malvagie, ma per quelli che osservano senza dire nulla’”.

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Luciano Capone


Nato in Irpinia, vivo a Milano, tifo Lazio. Ho provato a non fare il giornalista ma per adesso non ci sono riuscito, è insieme al Tressette la cosa che forse mi riesce meno peggio. Scrivo per Libero e Il Foglio. Se cercavi "Al Capone" hai sbagliato sito. Se cercavi "Lucky Luciano" pure.