Economia
il 730 precompilato ci costerà caro

il 730 precompilato ci costerà caro

Pubblicato su Libero mercoledì 12 novembre

Era quello che i cittadini attendevano da tempo: il Fisco cambia approccio e si trasforma nel miglior amico del contribuente a cui invia una dichiarazione dei redditi precompilata. Con i decreti sulla semplificazione fiscale, a partire dal 2015, l’innovazione riguarderà 30milioni di italiani che “potranno dormire sogni tranquilli” – dichiarava il ministro Maria Elena Boschi – perché se viene accettato quanto indicato dall’Agenzia delle Entrate non ci saranno verifiche e accertamenti negli anni successivi. Addio moduli cartacei, con un semplice clic, come dice il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, lo Stato darà del tu al cittadino e diventerà “finalmente amico del contribuente”. Quello che viene visto come un Leviatano che spreme i produttori di ricchezza cambia pelle e si trasforma nel nostro commercialista di fiducia, per giunta gratuito. Ma siamo sicuri che le cose andranno in questo modo? A ricordarci che non esistono pasti gratis e che il diavolo nasconde la coda nei dettagli ci sono i commercialisti, quelli veri: Luca Grossi, sul portale MySolutionPost, spiega come l’unico a guadagnarci dal nuovo 730 precompilato sarà l’Amministrazione finanziaria, il Leviatano amico.

Continua a leggere su Libero

 

Secondo il sistema ideato dall’Esecutivo, il Fisco dovrebbe conoscere tutti i dati necessari a compilare la dichiarazione, il contribuente accede sul sito dell’Agenzia delle Entrate, controlla che tutto sia a posto e conferma la dichiarazione con la certezza di non subire controlli in futuro. È il migliore dei mondi possibile, ma purtroppo non è quello vero, perché attualmente lo Stato non ha a disposizione tutte le informazioni e sarà quindi necessario prima popolare il database. Come? Obbligando tutti gli operatori economici a trasmettere le informazioni all’Agenzia delle Entrate, un lavoro obbligatorio e gratuito per lo Stato che costerà sanzioni da 100euro in caso di errori e ritardi. Stesso discorso per i dati in possesso di banche assicurazioni e fondi pensione. Già si inizia a vedere che c’è qualcuno per cui questa operazione non sarà gratuita e indolore.

Ma non basta, perché, fa notare Luca Grossi, questi oneri saranno gli unici da detrarre o dedurre dalla dichiarazione precompilata, ma “manca tutto il resto: spese sanitarie, spese asilo nido, locazioni studenti fuori sede, ristrutturazioni e riqualificazioni, spese di istruzione, attività sportive per i figli” e tanto altro ancora. Pertanto la dichiarazione precompilata non sarà precompilata quasi per nessuno, i contribuenti che dovranno mettere mano alla dichiarazione inserendo deduzioni e detrazioni dovranno comunque rivolgersi a dei professionisti. Ma qui la faccenda si complica, perché in caso di mancata accettazione del modulo precompilato, gli eventuali errori saranno pagati dal commercialista o dal Caf con “una somma pari all’importo dell’imposta, della sanzione e degli interessi che sarebbero stati richiesti al contribuente”. Sembra una scelta che semplifica la vita di chi paga le tasse (anche aggravando notevolmente quella degli operatori del settore), ma anche questo pasto per il contribuente non sarà gratis: il maggior rischio a carico degli operatori (commercialisti o Caf) sarà per forza di cose traslato nel prezzo della consulenza. E questa logica traslazione di costo è ammessa anche dalla commissione Finanze del Senato: “È implicito ipotizzare un aggravio di oneri per i contribuenti che si rivolgeranno agli intermediari – scrive la commissione – in quanto questi ultimi…saranno chiamati a sostenere maggiori spese per l’adeguamento delle relative coperture assicurative che potrebbero trovare ristoro attraverso l’incremento dei ricavi”.

Alla fine, il nuovo meccanismo ideato dallo “Stato amico” non semplificherà la vita dei contribuenti, che anzi pagheranno più tasse se accetteranno il precompilato e parcelle più salate se non lo accetteranno. Ma complicherà la vita dei professionisti esposti inevitabilmente a più sanzioni e obbligati ad assicurarsi con un’assicurazione più salata. A guadagnarci sarà solo lo “Stato amico” che incasserà più soldi dalle sanzioni sui professionisti e dai contribuenti che accettano le dichiarazioni precompilate senza aggiungere detrazioni.

Related Posts

Commenta

Your email address will not be published.

Luciano Capone


Nato in Irpinia, vivo a Milano, tifo Lazio. Ho provato a non fare il giornalista ma per adesso non ci sono riuscito, è insieme al Tressette la cosa che forse mi riesce meno peggio. Scrivo per Libero e Il Foglio. Se cercavi "Al Capone" hai sbagliato sito. Se cercavi "Lucky Luciano" pure.