Cultura, Politica
Gutgeld di lotta e di governo

Gutgeld di lotta e di governo

Pubblicato su Libero domenica 16 novembre

Chissà se a casa Gutgeld i pranzi sono come quelli a casa Beretta. In Contestazione generale, un film degli anni ’70 di Luigi Zampa, il dr. Beretta è un dirigente d’azienda interpretato da Nino Manfredi alle prese con un figlio leader del Movimento studentesco, che anziché dare gli esami di Architettura suona il piffero per contestare “l’istituto superato degli esami”. Il dr.Beretta, Nino Manfredi, fa portare a tavola dalla cameriera un flauto e, anziché il piatto, serve al figlio una suonata: “Protesto contro l’istituto superato di dover dare da mangiare ai figli”. A casa Gutgeld il padre è Yoram, un passato ai vertici della multinazionale della consulenza McKinsey e un presente da consigliere economico di Matteo Renzi, con il compito preciso di portare avanti il lavoro di Carlo Cottarelli sul fronte dei tagli alla spesa pubblica. Il figlio è Federico Gutgeld, 18 anni, un presente da leader del Movimento studentesco milanese che in questi giorni protesta contro le riforme del governo Renzi e un futuro, chissà, da leader della sinistra radicale oppure in banca, come cantava Venditti in “Compagno di scuola”.

Gutgeld figlio è sceso in piazza per protestare contro “il Jobs Act che è una fabbrica di precarietà – dice – e contro l’ingresso dei privati nella scuola pubblica, l’imperversare delle logiche meritocratiche e premiali, contro un modello di scuola chiamato ad adattarsi alle esigenze di un mercato precario”. Contro le riforme di Gutgeld padre, insomma. Da un lato un economista a lungo ai vertici di una multinazionale, consulente del governo israeliano per la spesa della Difesa e ora consigliere in un governo che dovrebbe riformare la scuola, combattere il potere di veto dei sindacati, introdurre merito e concorrenza, fare tagli alla spesa pubblica, insomma tutto quello che gli antagonisti chiamano “macelleria sociale”. Dall’altro lato un giovane leader filopalestinese che si batte contro un governo reazionario e proclama lo “sciopero sociale” per la giustizia sociale, il reddito sociale e gli spazi sociali, avanguardia del movimento studentesco e del proletariato in un liceo del centro di Milano.

Il papà fa un’intervista al Financial Times per elogiare la rivoluzionaria manovra economica del governo, definendola una “bomba atomica”, Federico capeggia gli studenti che cercano di sfondare i cordoni della polizia lanciando “bombe carta”. Una situazione che coincide alla perfezione con il cliché pasoliniano del “figlio di papà” che va a fare botte e casino con i “figli dei proletari” o comunque con i “padri di famiglia” che sono in piazza per garantire l’ordine pubblico e portare il pane a casa. Una prospettiva diversa rispetto a quella del giovanotto dell’alta borghesia che, dopo aver trovato la colazione preparata dalla governante e preso l’iPhone d’ordinanza, si reca nel liceo della Milano bene per arringare i giovani rivoluzionari nell’Assemblea studentesca. Federico nella Rivoluzione ci crede davvero, è uno dei pochi in Italia. Se anche Fausto Bertinotti rinnega o comunque critica gli errori e gli orrori del comunismo, il giovane Gutgeld non rinnega, celebra Fidel Castro, Che Guevara, Hugo Chávez, Lenin e festeggia il 97° anniversario della Rivoluzione d’Ottobre, “quel processo rivoluzionario che portò alla nascita dell’Urss e che sarà un punto di riferimento per tutti coloro che credono nella vera emancipazione della classe lavoratrice”.

Nel film di Zampa il figlio del dr.Beretta descrive i genitori come un “decrepito gregge di pecore belanti dietro il capitale, che ci allevano come polli di batteria per essere divorati dalle fauci infaticabili del consumismo”. “Per ora le fauci infaticabili so’ le vostre – risponde papà Nino Manfredi – e in quanto al consumismo, ammazza si consumate!”.

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Luciano Capone


Nato in Irpinia, vivo a Milano, tifo Lazio. Ho provato a non fare il giornalista ma per adesso non ci sono riuscito, è insieme al Tressette la cosa che forse mi riesce meno peggio. Scrivo per Libero e Il Foglio. Se cercavi "Al Capone" hai sbagliato sito. Se cercavi "Lucky Luciano" pure.