Cultura
Grillo e i santoni che curano il cancro con cacca e pipì di ovini. Nemo propheta in capra

Grillo e i santoni che curano il cancro con cacca e pipì di ovini. Nemo propheta in capra

Pubblicato su Strade mercoledì 27 maggio

Circa un paio di settimane fa, esattamente sabato 9 maggio, hanno fatto molto discutere alcune dichiarazioni di Beppe Grillo sul tumore al seno, sulle mammografie e sulla professionalità dell’oncologo Umberto Veronesi, rilasciate durante la marcia per il “reddito di cittadinanza” da Perugia ad Assisi. Grillo ha accusato il prof. Veronesi di invitare le donne a fare le mammografie per interessi economici: “Veronesi pubblicizza in tv le mammografie così, probabilmente, ha le sovvenzioni per il suo istituto”.

Secondo Grillo le mammografie non sono poi così tanto utili, visto che salverebbero la vita solo a poche donne: “Dicono che bisogna fare una mammografia ogni due anni e le donne la fanno perché si informano male, leggono Donna Letizia, del resto la differenza di mortalità tra chi la fa e chi non si sottopone alla mammografia ogni due anni è di due su mille”. Dopo le polemiche, lo stesso Grillo, molti attivisti grillini e anche qualche giornalista avevano provato a far credere che il leader del M5S non avesse mai detto quelle parole sulla mammografia, ma pochi giorni dopo il Post ha pubblicato il video in cui Grillo dice esattamente le parole attribuitegli dalle agenzie. In ogni caso non si tratta di nulla di nuovo, visto che Grillo aveva già pubblicato quelle stesse cose sull’organo ufficiale del suo partito. Anche gli attacchi a Veronesi non sono nuovi: diverse volte Grillo gli ha affibbiato il nomignolo “Cancronesi” accusandolo di essere favorevole ai termovalorizzatori perché pagato, o comunque interessato. “È un uomo d’affari del cancro” afferma, e poi: “Per lui inceneritori e istituto dei tumori sono un ciclo virtuoso di creazione della malattia. Un business. La provoca e la cura”.

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Non è neppure la prima volta che Grillo interviene sul cancro, sulle cause, sulle cure e sulla prevenzione. Ovviamente, secondo il comico, tutto quello che ci dicono è sbagliato, tutti i medici e gli oncologi sono, come Veronesi, pagati dalle multinazionali farmaceutiche per dirci cose pericolosamente false. Ad esempio Grillo afferma che con il cancro “si può convivere” (certo, finché non muori) e che “screening, esami e diagnosi precoci sono pericolosi”. E, se sono false le cose che sappiamo sulla prevenzione, all’interno di questo complotto che vede in combutta le multinazionali, la comunità scientifica, le istituzioni internazionali, le istituzioni pubbliche nazionali, gli ospedali e i medici per rubare soldi agli ammalati, non possono che essere false anche le cose che ci dicono riguardo alla cura del tumore: bisogna, secondo Grillo, diffidare da ciò che ci dicono la “medicina ufficiale”, gli scienziati e gli oncologi più affermati e i centri di ricerca più conosciuti, mentre è meglio affidarsi agli “eretici”, persone che sarebbero state messe al rogo da questa Spectre che controllerebbe l’oncologia mondiale, dai centri più avanzati all’ospedale di provincia.

In un suo spettacolo di qualche anno fa, “Apocalisse morbida“, Grillo rivela chi sono questi “eretici”: uno è il prof. Luigi Di Bella, l’inventore del cosiddetto “metodo Di Bella”, una cura miracolosa per il cancro dimostratasi però senza alcuna validità e fondamento scientifico in seguito alle sperimentazioni, e quindi pericolosa (ma secondo Grillo, è ovvio, anche le sperimentazioni fanno parte del complotto, sarebbero un po’ come l’Inquisizione della Spectre globale). Un altro “eretico” fatto fuori sarebbe un tale Pantellini, che secondo Grillo “curò la moglie, malata terminale che non le davano più speranze, con succo di limone e ascorbato di potassio. Guarì dal cancro!”. Succo di limone. Roba da non credersi – e infatti non ci crede nessuno che abbia tutte le rotelle a posto.

Ma nel martirologio grillino un posto speciale tra i “Santi guaritori” lo occupa Liborio Bonifacio: “Vi ricordate di un certo Bonifacio? – diceva il predicatore Beppe nell’arena colma di adepti – Era un veterinario che aveva scoperto che alle capre non veniva il cancro; fece studi su studi, lo radiarono da tutte le parti. Morto quasi in miseria, gli diedero dello stregone, del ciarlatano”. Nemo propheta in capra, verrebbe da dire. Ma la storia di Bonifacio e del suo “siero” miracoloso va raccontata per bene, perché si tratta di un caso Di Bella o Stamina (altra memorabile battaglia grillina) ante litteram.

Liborio Bonifacio era un veterinario di Agropoli, provincia di Salerno, che negli anni ’50 partì dal presupposto che le capre non si ammalino mai di cancro per elaborare il suo “siero” miracoloso. A parte il fatto che le capre si ammalano eccome di tumore e quindi il teorema non sta in piedi, ciò che è più incredibile è come il veterinario pretendeva di curare gli ammalati: il “siero” veniva ricavato da villi intestinali, feci (sì, proprio la merda) e urine di capra, veniva poi filtrato, sterilizzato e iniettato nei poveri malati, che naturalmente morivano come mosche.

Sembra incredibile, ma in quegli anni in cui non c’erano cure efficaci per i tumori persone dalle campagne e dalle città di tutta Italia si recavano in “pellegrinaggio” da questo veterinario per farsi iniettare l’intruglio di cacca e pipì di capra, venivano organizzati “viaggi della speranza”, venivano inviate petizioni al governo e al Papa affinché il “siero” venisse prodotto in una quantità soddisfacente per tutta la massa di ammalati che assediava lo studio di Bonifacio. Spuntavano leggendarie guarigioni miracolose e le pressioni popolari e l’attenzione mediatica, in alcuni casi la magistratura, spinsero le autorità pubbliche a sperimentare il “siero” negli ospedali pubblici.

Con gli occhi di oggi questa storia sembra incredibile, ma non è molto differente da ciò che è accaduto con il “metodo Di Bella” o il “metodo Stamina”, sia per l’atteggiamento del popolo, dei media, delle autorità pubbliche, della magistratura, sia per il fatto che anche Bonifacio, come Di Bella e Vannoni, chiedeva solo rimborsi e libere offerte (in opposizione al “business” della medicina ufficiale). Incredibilmente la storia di Bonifacio è andata avanti per decenni, fino al 1983, con diverse commissioni che hanno certificato l’inefficacia di questa cura parascientifica. La storia del “siero di Bonifacio” è raccontata qui in maniera precisa e approfondita.

A credere a una teoria così strampalata di un veterinario-stregone, che per inciso ha causato la morte di molte persone, è rimasto solo un comico che non fa più neppure ridere. Anche ai più affezionati adepti del più grande produttore di bufale della storia italiana conviene ascoltare i consigli di scienziati ed esperti come il prof. Veronesi, piuttosto che i “martiri” beatificati da Grillo, che più che “santi” sono santoni. Sveglia!1!! Vi inietta cacca di capra endovena e vi dice che cura il cancro!

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Luciano Capone


Nato in Irpinia, vivo a Milano, tifo Lazio. Ho provato a non fare il giornalista ma per adesso non ci sono riuscito, è insieme al Tressette la cosa che forse mi riesce meno peggio. Scrivo per Libero e Il Foglio. Se cercavi "Al Capone" hai sbagliato sito. Se cercavi "Lucky Luciano" pure.