Economia
Gli intrecci tra Podemos e il Venezuela chavista, tutti inguaiati da Falciani

Gli intrecci tra Podemos e il Venezuela chavista, tutti inguaiati da Falciani

Pubblicato su Il Foglio sabato 21 febbraio

Che succede se il conto più grande della più importante lista di “evasori” e “speculatori” appartiene a un regime socialista? E che succede se un partito anti-capitalista e anti-casta assume Falciani, il Julian Assange dell’evasione, come consulente anti-evasione e poi si scopre che quel partito è nato e cresciuto grazie ai finanziamenti del conto “numero 1” della “lista degli evasori”? La pubblicazione nei giorni scorsi dei dati della cosiddetta “lista Falciani”, ovvero dei clienti della filiale svizzera della banca Hsbc, ha fatto emergere situazioni sorprendenti, al limite del paradossale. I contorni della vicenda sono noti, il tecnico informatico Hervé Falciani ruba alla banca ginevrina in cui lavora i dati sui clienti, accusati di aver occultato i patrimoni al fisco, e inizia a collaborare con le autorità di vari paesi. La “lista Falciani” viene poi pubblicata da un Consorzio internazionale di giornalisti investigatici. Ovviamente il solo fatto di essere nella “lista Falciani” non dimostra alcuna colpevolezza, sono presenti anche molti clienti che avevano conti in maniera perfettamente legale. Al di là di ciò che è lecito o illecito, la pubblicazione della lista ha mostrato fenomeni inimmaginabili che stanno divorando la credibilità politica di chi ha fatto del giustizialismo fiscale la propria cifra politica distintiva. Stiamo parlando del Venezuela che fu di Hugo Chávez, ora di Nicolás Maduro, e di Podemos, il partito della sinistra radicale spagnola in testa ai sondaggi.

Il Venezuela è il terzo paese nella lista Falciani, dopo Svizzera e Regno Unito, per entità di depositi con circa 14,8 miliardi di dollari, il doppio dell’Italia che con 7,4 miliardi è al settimo posto. Ancora più rilevante è che la quasi totalità dei depositi non appartiene alla “borghesia accaparratrice” venezuelana, ma proprio al governo rivoluzionario, a cui apparteneva il conto più imponente della Hsbc, circa 12miliardi di dollari. I soldi erano depositati su conti intestati a banche statali fondate dalla “rivoluzione bolivariana” e gestiti dall’attuale ministro dell’Economia Marco Torres e da Alejandro Andrade, già viceministro delle Finanze e guardia del corpo del “comandante eterno” Chávez. Che il “Socialismo del XXI secolo” vada a nascondere i soldi in Svizzera è già una notizia clamorosa, che diventa scandalosa se si considera che i soldi depositati a Ginevra corrispondono a più della metà delle riserve del paese, ora precipitate sotto i 20miliari di dollari. Un paese che vive una crisi economica profonda, con l’inflazione più alta del mondo e una drammatica scarsità di beni essenziali dovuta proprio dalla cronica penuria di dollari.

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Ma il paradosso non finisce qui. Pablo Iglesias, il leader di Podemos, annunciava orgoglioso di aver ingaggiato come consulente anti-evasione proprio Falciani (la notizia è stata data con enfasi anche nei talk show nostrani), non sapendo che in cima alla lista dei cattivi di Falciani ci fossero proprio i suoi finanziatori. Il Venezuela di Chávez ha infatti favorito la nascita di Podemos, foraggiando il centro studi nucleo originario del partito anti-casta (Ceps – Centro de Estudios Politicos y Sociales) con oltre 4 milioni di euro dal 2002 al 2014. Tra i capi di Podemos chi ha maggiormente beneficiato dei petrodollari venezuelani è stato Juan Carlos Monedero, numero tre del partito e responsabile del programma politico, che solo nel 2013 ha fatturato attraverso una sua società 425mila euro per i servigi resi al Venezuela e altri paesi alleati. Monedero è stato oggetto di indagini fiscali per questi redditi non del tutto dichiarati e, dopo aver accusato gli avversari e stampa di aver orchestrato una campagna politico-mediatica per delegittimare Podemos, è corso a pagare oltre 200mila euro di tasse per evitare conseguenze peggiori. Secondo il quotidiano l’Economista anche Pablo Iglesias sarebbe nel mirino del fisco per “sospetti di frode fiscale” riguardanti donazioni dal Venezuela e alcuni pagamenti in nero. Iglesias ha respinto le accuse e rilanciato la collaborazione con la “gola profonda” di Hsbc: “Grazie mille a Falciani per la collaborazione con Podemos, sarà di un aiuto inestimabile”. Un esperto di anti-evasione è forse proprio ciò di cui ora hanno più bisogno.

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Luciano Capone


Nato in Irpinia, vivo a Milano, tifo Lazio. Ho provato a non fare il giornalista ma per adesso non ci sono riuscito, è insieme al Tressette la cosa che forse mi riesce meno peggio. Scrivo per Libero e Il Foglio. Se cercavi "Al Capone" hai sbagliato sito. Se cercavi "Lucky Luciano" pure.