Economia, Politica
Gli “esami inutili” non sono inutili. L’ultima capriola di Grillo e del M5S

Gli “esami inutili” non sono inutili. L’ultima capriola di Grillo e del M5S

Pubblicato su Il Foglio sabato 1 ottobre

“Loro lo chiamano risparmio, noi la chiamiamo macelleria sociale. Succede che i medici che prima in base alla vostra patologia vi segnavano più o meno analisi e ricoveri, oggi se il ministro deciderà che per quella patologia la prestazione non è appropriata, taglierà lo stipendio al medico, che ovviamente se tu vai e hai una colica renale si guarderà bene dal prescriverti un’ecografia”, denuncia la pasionaria grillina Paola Taverna. “Ti dicono che hai diritto all’esame solo se sei malato, ma se non fai l’esame come fai a saperlo? Allora io dico al governo e ai suoi ministri: fatevi una tac al cervello! Questi non sono incompetenti. Qui esiste la malafede”, sostiene il premier in pectore Luigi Di Maio. Ma il più macabro è Beppe Grillo sul suo blog: “Che bello morire senza sapere di essere malato. Molti ragionano così. Hanno paura delle diagnosi ‘E se poi mi trovano qualcosa?’. Per questo il governo ha avviato l’ennesima riforma, quella sui tagli sulla salute per mano di Maga Magò Beatrice Lorenzin. Per fare un favore a chi è malato ma preferisce non saperlo. Così malattie che, in presenza di sintomi, possono essere sconfitte con la prevenzione saranno sconfitte solo dalla morte, magari improvvisa, di chi ne è affetto che fino a quel momento vivrà tranquillo”.

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Ovviamente si sta parlando del piano del ministro della Salute Beatrice Lorenzin che punta alla riduzione degli sprechi e degli “esami inutili” attraverso una stretta su 208 tipi di prestazioni garantite dal servizio pubblico, spesso prescritte anche quando non strettamente necessario. Il risparmio non sarebbe enorme, circa 180 milioni, su una spesa sanitaria che supera abbondantemente i 110 miliardi di euro e che è aumentata del 70 per cento dal 2000 in poi. Si tratterebbe di un primo passo per limitare gli eccessi della cosiddetta “medicina difensiva”, ovvero l’abnorme ricorso alla prescrizione di esami da parte dei medici come forma di tutela rispetto ad eventuali ricorsi dei pazienti. Va bene che chiedere coerenza a un partito politico è complicato e quasi impossibile quando si parla di un movimento populista, ma se c’è una forza politica che ci si aspetterebbe di vedere schierata contro l’abuso degli esami medici questa è il Movimento 5 Stelle, che da sempre attraverso il suo guru-megafono denuncia la “medicina difensiva”, il business degli esami e gli interessi di Big Pharma che ci sarebbero dietro.

Sono temi su cui bisogna stare attenti perché nel corso degli anni sulla salute Grillo non ha fatto altro che spacciare bufale e teorie pericolose: il metodo Di Bella o addirittura il “siero di Bonifacio” (una schifezza a base di feci e urine di capra) per curare il cancro, l’Aids che è “la più grande bufala del secolo”, i vaccini che sono inutili o dannosi. Nei suoi post sul blog e nei suoi spettacoli Grillo ha sempre sostenuto che esami, screening e diagnosi precoci sono “pericolosi” (basta ricordare la polemica con Umberto Veronesi sulle mammografie), che i medici sono al servizio delle multinazionali per trasformare le persone in malati cronici. Siamo affetti da “sovradiagnosi” diceva. Ora si oppone a una riduzione degli “esami inutili”. Naturalmente nessuna persona sana di mente auspica che un ministro segua i deliri del dr. Gribbels sulla sanità, ma almeno che i grillini siano minimamente coerenti con tutto quello che hanno detto per anni. E soprattutto che i parlamentari del M5s siano davvero “portavoce” dei cittadini che li hanno eletti sulla base di un programma in cui si impegnavano a inserire “ticket proporzionali al reddito per le prestazioni non essenziali” (ovviamente per ridurle) e soprattutto a “informare e sui limiti della prevenzione secondaria (screening, diagnosi precoce, medicina predittiva), ridimensionandone la portata, perché spesso risponde a logiche commerciali”.

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Luciano Capone


Nato in Irpinia, vivo a Milano, tifo Lazio. Ho provato a non fare il giornalista ma per adesso non ci sono riuscito, è insieme al Tressette la cosa che forse mi riesce meno peggio. Scrivo per Libero e Il Foglio. Se cercavi "Al Capone" hai sbagliato sito. Se cercavi "Lucky Luciano" pure.