Cultura

Cultura, Economia

Pubblicato su Il Foglio martedì 8 marzo

Come abbiamo fatto a non pensarci prima? Da quando è comparso sulla faccia della Terra l’uomo combatte contro la fame, nei millenni ha faticato, inventato l’agricoltura e le tecnologie per aumentare la produzione, imparato a scambiare le merci anziché fare guerre per accaparrarle, ma non ha pensato alla soluzione più semplice contro la scarsità di beni e risorse. Bastava sancire nella Costituzione l’esistenza del “diritto al cibo” e il problema sarebbe sparito, bastava riempire la costituzione per riempire la pancia.
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Cultura

Pubblicato su Il Foglio venerdì 4 marzo

“In futuro faremo più attenzione”, dice il rettore della Bocconi Andrea Sironi. Si riferisce al “Convegno internazionale per l’economia della terra” organizzato dall’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica in collaborazione con l’Università Bocconi e con il patrocinio del ministero delle Politiche Agricole. Il Foglio aveva sollevato la questione ricordando che l’agricoltura biodinamica è basata su credenze senza fondamento scientifico, che vanno dall’omeopatia all’astrologia con un tocco di stregoneria. Si fonda su dottrine esoteriche, sulla convinzione che in agricoltura agiscano energie cosmiche e forze astrali e si basa su pratiche bizzarre come l’uso di preparati ottenuti appendendo vesciche di cervo maschio piene di fiori, oppure sotterrando corni di vacca pieni di letame (è importante però che i corni siano di una vacca che abbia figliato, altrimenti non vale). Naturalmente è proibita qualsiasi innovazione prodotta dalla scienza negli ultimi decenni: niente diserbanti, fertilizzanti e Ogm. Tutto sterco del demonio che non può essere infilato nei corni di vacca, neppure se ha figliato. Leggi tutto

Cultura, Politica

Pubblicato su Il Foglio giovedì 3 marzo

“Abbiamo accertato che sono stati trovati nove ceppi di Xylella”, annunciava in televisione il procuratore capo di Lecce Cataldo Motta. Nel decreto di sequestro degli ulivi, con cui dieci scienziati e ricercatori hanno saputo di essere accusati di una lunga serie di reati tra cui di diffusione colposa di malattia, la procura scriveva che i ceppi del batterio potevano essere anche di più “perlomeno nove!!!” (con tre punti esclamativi). Non si sa dove la procura li abbia trovati, ma di certo non in Salento. Sette ricercatori, tra cui alcuni degli indagati, hanno appena pubblicato sullo European Journal of Plant Pathology un articolo che smentisce uno dei pochi elementi scientifici presentati dalla procura: c’è uno e un solo ceppo di Xylella che ha colpito gli ulivi, mandorli, oleandri e ciliegi. Leggi tutto

Cultura

Pubblicato su Il Foglio 1 marzo

Secondo un recente studio pubblicato su Lancet il virus Zika potrebbe essere responsabile anche della sindrome di Guillain-Barré, una grave malattia autoimmune che colpisce il sistema nervoso. Si alza quindi la soglia di allarme sul virus diffuso dalle zanzare che si sta espandendo in maniera preoccupante in America latina, già seriamente sospettato di causare malformazioni ai feti come la microcefalia (ma la forte correlazione per ora non è sufficiente a provare il collegamento). Mentre scienziati, istituzioni e l’Organizzazione mondiale della Sanità cercano di affrontare il problema e trovare spiegazioni più approfondite, il sottobosco complottista, che la sa sempre più lunga degli altri, ha già capito tutto: il virus Zika è colpa della Monsanto. Che non brillassero per intelligenza e logica si sapeva, il problema è che ora sono deficienti anche in originalità: ormai si sa dall’inizio che dietro ogni malefatta c’è sempre la mano della perfida multinazionale americana dell’agroalimentare (fino a qualche anno fa il ruolo di cattivo toccava alla svizzera Syngenta, però poi ha perso il posto).

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Cultura

C’è un giudice a Monza. E ha buttato nel cestino la denuncia presentata dal presidente dell’Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino contro Barbara D’Urso, accusata di abuso della professione giornalistica. Il gip del tribunale di Monza Giovanni Gerosa, richiamando altre sentenze della Corte Costituzionale, ha deciso per l’archiviazione, richiesta dallo stesso pm, Walter Mapelli, “in ragione della tutela dei diritti fondamentali, quali quello di libertà di manifestazione del pensiero”. Articolo 21 della “Costituzione più bella del mondo”, qualcosa a cui i giornalisti dovrebbero essere estremamente affezionati. Ma Iacopino non ci sta e su Facebook sottolinea polemicamente che “le sentenze vanno rispettate” ma “non penso che il gip abbia visionato qualche puntata della trasmissione”. Insomma, la D’Urso si è salvata solo perché i giudici fannulloni non si sono messi a vedere Pomeriggio 5 e Domenica Live. Leggi tutto

Cultura, Politica

Pubblicato su Il Foglio martedì 1 marzo

Finalmente si ritorna a parlare di biotecnologie e organismi geneticamente modificati (Ogm) in maniera seria. Merito di Riccardo Iacona, che ha dedicato al tema una puntata di “Presa Diretta” intervistando alcuni dei ricercatori più preparati in Italia come la senatrice a vita Elena Cattaneo, Roberto Defez del Cnr, i professori Silviero Sansavini, Eddo Rugini, Bruno Mezzetti e Dario Bressanini. Dopo anni in cui l’informazione è stata affidata a ciarlatani, cantastorie e contaballe, per la prima volta si sono esposte le conclusioni a cui è giunta la comunità scientifica: gli Ogm sono esattamente come le altre piante, possono coesistere con quelle considerate non “geneticamente modificate” e non fanno male alla salute, anzi in molti casi sono migliori e riducono l’uso di pesticidi e agrofarmaci. Leggi tutto

Cultura, Politica

Pubblicato sul Il Foglio venerdì 26 febbraio

Elena Cattaneo è diventata nota al grande pubblico dopo la nomina a senatrice a vita del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed ha assunto un ruolo centrale del dibattito pubblico per le sue prese di posizione contro la pseudocura Stamina, a favore degli Organismi geneticamente modificati (Ogm), per lo studio dei genomi italiani, a favore della sperimentazione animale, in difesa dei ricercatori accusati di avere diffuso la Xylella e contro le invasioni di campo della politica e della magistratura. Libertà di ricerca, difesa del metodo e delle evidenze scientifiche, sono princìpi che la Cattaneo difende nell’arena pubblica arrivando anche allo scontro con attivisti ambientalisti, animalisti, forze politiche e ministri. Non si può dire che abbia preso il laticlavio come una specie di dopolavoro, sul caso Stamina ad esempio ha scritto insieme al senatore di centrodestra Luigi D’Ambrosio Lettieri (laureato come lei in Farmacia) una lunga indagine conoscitiva che ha messo in evidenza gli errori di governo, Parlamento e magistratura proponendo un decalogo per rimediarvi. Sulla libertà di ricerca in campo aperto per gli Ogm ha presentato un ordine del giorno trasversale che ha messo in difficoltà il governo e tra un’audizione e l’altra in Senato ha scoperto che gli studi anti-Ogm del professor Federico Infascelli, portato in palmo di mano dal Movimento 5 Stelle, erano taroccati. La professoressa Cattaneo, ordinario di Farmacologia alla Statale di Milano, ci riceve nel laboratorio di Biologia delle Cellule Staminali e Farmacologia delle Malattie Neurodegenerative da lei diretto, all’interno della nuovissima sede dell’Istituto Nazionale di Genetica Molecolare, dove insieme al suo team di giovani e meno giovani ricercatori (molte donne) studia da oltre 20 anni la Còrea di Huntington, una malattia genetica e neurodegenerativa senza cura che colpisce la coordinazione muscolare e le capacità cognitive. Leggi tutto

Cultura, Economia, Politica

Pubblicato su Il Foglio 13 febbraio

Una delle prime uscite ufficiali internazionali da neopresidente è stata al World Economic Forum, dove l’Argentina mancava da 12 anni per volere dei suoi predecessori, i coniugi Kirchner. A Davos Mauricio Macri ha fatto un’ottima impressione per le sue idee, per i suoi progetti liberali in economia e per l’impatto che la sua leadership può avere su un’America Latina che necessita di riforme radicali. Il ritorno dell’Argentina a Davos mostra la fine di un ciclo – quello socialista iniziato con la vittoria di Hugo Chávez nel 1999 in Venezuela e poi allargatosi in tutto il Sud America con i Kirchner in Argentina, Lula e Rousseff in Brasile, Evo Morales in Bolivia – e simbolicamente fa da contraltare alla presenza di Chávez al World Social Forum di Porto Alegre, la Davos no-global e anti-capitalista. E’ presto per dire se Macri avrà sulla regione un effetto pari a quello prodotto dal caudillo venezuelano, ma dalle prime mosse il nuovo presidente argentino sembra intenzionato a giocare un ruolo fuori dai confini nazionali, sia per il nuovo tipo di rapporto più disteso con gli Stati Uniti e il Regno Unito (Macri si è incontrato anche con David Cameron, cercando di tenere la questione Falklands/Malvinas sullo sfondo), sia per il continuo riferimento alla difficile situazione del Venezuela. Macri si è fatto portavoce a Davos dell’opposizione venezuelana chiedendo la liberazione dei prigionieri politici, come peraltro aveva già fatto nell’ambito del Mercosur, chiedendo l’applicazione della clausola democratica e la sospensione del Venezuela: “In tutte le sedi internazionali in cui andrò nei prossimi mesi, parlerò della crisi venezuelana” ha promesso. Leggi tutto

Cultura, Politica

Proviamo a fare una riflessione un po’ seria sulla paternità di Nichi Vendola. Il modo in cui è diventato genitore mi lascia turbato, è una cosa che non mi piace e che istintivamente rifiuto, ma non per questo mi sento di condannarlo. Ci sono tante cose che non farei e non per questo penso che siano da vietare o che sia una persona indegna chi le fa. Ci sono anche cose che trovavo ripugnanti e pensavo di non dover mai fare, tipo mangiare una pizza surgelata, che invece si è dimostrata una specie di salvavita quando sono venuto come studente universitario a Milano.

Alla fine, razionalmente, non mi pare che Vendola e il compagno abbiano violato i diritti di qualcuno: le donne “sfruttate e mercificate” che hanno ceduto l’ovulo e la gestazione lo hanno fatto volontariamente e consapevolmente, probabilmente in cambio di denaro, ma la sostanza non cambiava se l’avessero fatto gratuitamente (non ho mai capito in base a quale ragionamento logico una cosa sia giusta e accettata quando è gratuita, mentre diventa illecita e immorale se in mezzo ci passano i soldi). Si parla di una violazione dei diritti del bambino, ma è difficile dirlo: primo perché il bambino non ha diritti né volontà prima del concepimento, secondo perché quello è l’unico modo e l’unica combinazione attraverso cui quel bambino può nascere, quindi per lui l’alternativa non è tra avere una mamma-e-un papà o due papà-una madre biologica-e-una gestante, ma è tra nascere e non nascere (e quindi è legittimo presumere che avrebbe scelto la prima). D’altronde anche nel caso dei figli dei single i bambini non scelgono di nascere senza uno dei due genitori.

Se c’è però una cosa immorale in Nichi Vendola è il fatto che abbia costruito la sua carriera politica e per anni abbia aggredito i suoi avversari politici con la retorica marxista della “reificazione”, della “mercificazione”, dei poveri sfruttati dai ricchi che soddisfano i desideri comprando tutto, sulla denuncia dello sfruttamento del corpo della donna, sugli attacchi al “berlusconismo” che ha plasmato la donna-oggetto, sulla denuncia della figura della “velina” (che non si sa perché sia più indegna della gestante per altri). Insomma, si spera che adesso Vendola si ritiri dalla politica, non ci ammorbi più con le sue prediche da sepolcro imbiancato e si goda la paternità neoliberisticamente, con il tesoretto e la pensione conquistati in una carriera basata sull’anti-liberismo e la critica alla società globalista, individualista e consumista. Alla fine il neoliberismo vince sempre sull’invidia e sull’odio

Cultura, Politica

Pubblicato su Il Foglio mercoledì 17 febbraio

“La campagna per l’election day è una battaglia di democrazia. In gioco non c’è solo la tutela dell’ambiente minacciato dalle trivelle”, nell’intervista sul Fatto quotidiano Alberto Lucarelli, costituzionalista ed ex assessore ai beni comuni con de Magistris a Napoli, lancia l’allarme sulla deriva autoritaria. Se il referendum No-Triv non verrà accorpato alle elezioni amministrative vorrà dire che è a rischio la democrazia: “È un nodo serio, tenendo conto che l’Italicum porta di fatto al premierato e quindi a una democrazia della maggioranza”. Il monito del professore napoletano è solo l’ultimo in ordine di tempo di una lunga serie di allarmi lanciati negli ultimi due anni per salvare l’Italia dalla deriva autoritaria (per chi avverte un lento scivolamento antidemocratico) o dalla svolta autoritaria (per chi invece nota un cambio di direzione repentino). Se ci sono divisioni sulla traiettoria del moto non ce ne sono però sulla destinazione, che è appunto l’autoritarismo. Leggi tutto

Luciano Capone


Nato in Irpinia, vivo a Milano, tifo Lazio. Ho provato a non fare il giornalista ma per adesso non ci sono riuscito, è insieme al Tressette la cosa che forse mi riesce meno peggio. Scrivo per Libero e Il Foglio. Se cercavi "Al Capone" hai sbagliato sito. Se cercavi "Lucky Luciano" pure.