Cultura
Caso Infascelli: l’Università punisce le bugie del prof. anti-Ogm

Caso Infascelli: l’Università punisce le bugie del prof. anti-Ogm

Pubblicato su Il Foglio venerdì 12 febbraio

“Per un ricercatore la cosa più importante è la reputazione e queste sanzioni restano nei fascicoli. È una pagina dolorosa, ma non si poteva decidere diversamente”. Gaetano Manfredi, il rettore della Federico II di Napoli, parla delle sanzioni comminate al professor Federico Infascelli e al suo gruppo di ricerca per le gravi violazioni in alcuni studi che puntavano a sostenere la pericolosità dei alcuni mangimi Ogm (organismo geneticamente modificati). Dopo la segnalazione delle scorrettezze da parte della senatrice a vita Elena Cattaneo, il rettore ha convocato una commissione di esperti esterni che dopo due mesi di indagini e di verifica ha “bocciato” duramente le pubblicazioni e i loro autori: sono presenti “violazioni molto gravi”, consistenti nella manipolazione di diverse foto, con la “volontà di fabbricare un risultato sperimentale non esistente”.

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Infascelli ha presentato le sue controdeduzioni, risultate però non abbastanza robuste da far cambiare idea al giurì e al rettore. Manfredi, sentito il Senato accademico, ha deciso di togliere ai ricercatori coinvolti l’autonomia nelle pubblicazioni per i prossimi anni, obbligandoli alla supervisione del direttore di dipartimenti sui prossimi lavori. Una sanzione che può sembrare blanda, ma che è un duro colpo per il curriculum e la reputazione di un ricercatore: “Quello che è emerso dalla relazione della commissione di esperti è che alcune immagini risultavano modificate e altre erano state usate più volte per diversi esperimenti – spiega al Foglio il rettore della Federico II –  Molto probabilmente non tutti gli autori erano a conoscenza di queste violazioni, ma in questi casi è impossibile andare a individuare la colpa individuale”. Pertanto le sanzioni sono andate a tutto il gruppo di circa 10 ricercatori e non solo al coordinatore e ai “corresponding author”, che hanno un ruolo di responsabilità maggiore: “Sono convinto, senza averne prova, che forse alcuni erano all’oscuro di tutto, è stata una scelta dolorosa ma non c’è possibilità di fare distinzione”, dice Manfredi.

La ‘vicenda Infascelli’, come già raccontato dal Foglio, è nata dopo che il professore di Nutrizione e alimentazione animale della Federico II aveva esposto i risultati dei suoi studi sulla pericolosità dei mangimi Ogm in audizione al Senato (concetti ribaditi anche a convegni anti-Ogm del Movimento 5 Stelle). Le tesi di Infascelli, in contrasto con lo stato attuale delle conoscenze scientifiche, hanno attirato l’attenzione della senatrice-scienziata Elena Cattaneo che si è messa a studiare quelle pubblicazioni. Per caso alcune pagine sono state stampate su carta riciclata, permettendo alla Cattaneo di notare a occhio nudo alcune anomalie nelle fotografie di cui forse non si sarebbe potuta accorgere su carta normale. Da lì sono partiti gli approfondimenti, le verifiche, le richieste di chiarimento e le segnalazioni delle manipolazioni e delle scorrettezze, confermate sia dalle riviste scientifiche sia, ora, dall’università napoletana. “Abbiamo un regolamento sull’integrità scientifica molto severo – spiega Manfredi – con l’aumento della competizione accademica per il conseguimento dei fondi si può essere spinti a comportamenti non corretti. Per questo ci siamo dotati di uno strumento per agire sull’integrità scientifica, ma non immaginavamo casi come questo”.

Il “caso Infascelli” è da un lato una brutta pagina per la ricerca italiana, soprattutto per il clamore che la vicenda ha suscitato a livello internazionale, dall’altro ha dimostrato la capacità della comunità scientifica di riconoscere e punire le manipolazioni: “Il lato positivo prevale su quello negativo – dice il rettore Manfredi – Sono casi sempre esistiti nella storia della ricerca, l’importante è che la comunità scientifica abbia anticorpi per intervenire. È una vicenda dolorosa, ma appena segnalato il caso l’ateneo ha agito con una risposta ferma e in tempi rapidi”.

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Luciano Capone


Nato in Irpinia, vivo a Milano, tifo Lazio. Ho provato a non fare il giornalista ma per adesso non ci sono riuscito, è insieme al Tressette la cosa che forse mi riesce meno peggio. Scrivo per Libero e Il Foglio. Se cercavi "Al Capone" hai sbagliato sito. Se cercavi "Lucky Luciano" pure.