Economia, Politica

Pubblicato su Il Foglio giovedì 10 marzo

Il “compagno Bob”, come si fa chiamare il dittatore dello Zimbabwe Robert Mugabe, dice che è colpa della siccità, in particolare del ciclone El Niño. E probabilmente troverà anche qualche ambientalista o qualche Ong (Organizzazione non governativa) che si batte contro il riscaldamento globale a dargli ragione. Ma la verità è che la carestia che sta duramente colpendo oltre un quarto della popolazione è colpa delle scellerate politiche autocratiche del governo. Già 240 anni fa nella “Ricchezza delle nazioni” Adam Smith scriveva che “la scarsità è causata dai cattivi raccolti, ma una carestia non è mai derivata da alcun’altra causa se non dalla violenza del governo che ha tentato, con mezzi impropri, di porre rimedio agli inconvenienti della scarsità”. Se l’affermazione di Smith è storicamente vera, come dimostrano tutte le grandi carestie degli ultimi decenni causate da governi incompetenti e autoritari (dall’Ucraina sovietica alla Cina maoista passando per la Corea del Nord), lo è in particolar modo per lo Zimbabwe, considerato una volta il “granaio dell’Africa”, dove il regime socialista e razzista di Mugabe ha prodotto prima la scarsità e poi la carestia. Leggi tutto

Economia, Politica

Pubblicato su Il Foglio 13 marzo

Quando l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) dichiarò le carni lavorate “cancerogene” e le carni rosse “probabilmente cancerogene”, gli italiani andarono nel panico. Ma le istituzioni li rassicurarono: “I titoli dei giornali sono eccessivi, non dobbiamo creare allarmismo”, diceva il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Allo stesso modo il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina: “Da noi controlli rigidi in tutta la filiera, non bisogna cadere in allarmismi”. A stemperare il clima di ansietà c’erano anche Coldiretti (“I falsi allarmi lanciati sulla carne mettono a rischio posti di lavoro”) e il fondatore di Slow Food Carlo Petrini (“E’ la quantità a fare la differenza, lanciare allarmismi un tanto al chilo è insensato oltre che stupido”). Leggi tutto

Cultura, Economia

Pubblicato su Il Foglio martedì 8 marzo

Come abbiamo fatto a non pensarci prima? Da quando è comparso sulla faccia della Terra l’uomo combatte contro la fame, nei millenni ha faticato, inventato l’agricoltura e le tecnologie per aumentare la produzione, imparato a scambiare le merci anziché fare guerre per accaparrarle, ma non ha pensato alla soluzione più semplice contro la scarsità di beni e risorse. Bastava sancire nella Costituzione l’esistenza del “diritto al cibo” e il problema sarebbe sparito, bastava riempire la costituzione per riempire la pancia.
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Cultura

Pubblicato su Il Foglio venerdì 4 marzo

“In futuro faremo più attenzione”, dice il rettore della Bocconi Andrea Sironi. Si riferisce al “Convegno internazionale per l’economia della terra” organizzato dall’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica in collaborazione con l’Università Bocconi e con il patrocinio del ministero delle Politiche Agricole. Il Foglio aveva sollevato la questione ricordando che l’agricoltura biodinamica è basata su credenze senza fondamento scientifico, che vanno dall’omeopatia all’astrologia con un tocco di stregoneria. Si fonda su dottrine esoteriche, sulla convinzione che in agricoltura agiscano energie cosmiche e forze astrali e si basa su pratiche bizzarre come l’uso di preparati ottenuti appendendo vesciche di cervo maschio piene di fiori, oppure sotterrando corni di vacca pieni di letame (è importante però che i corni siano di una vacca che abbia figliato, altrimenti non vale). Naturalmente è proibita qualsiasi innovazione prodotta dalla scienza negli ultimi decenni: niente diserbanti, fertilizzanti e Ogm. Tutto sterco del demonio che non può essere infilato nei corni di vacca, neppure se ha figliato. Leggi tutto

Cultura, Politica

Pubblicato su Il Foglio giovedì 3 marzo

“Abbiamo accertato che sono stati trovati nove ceppi di Xylella”, annunciava in televisione il procuratore capo di Lecce Cataldo Motta. Nel decreto di sequestro degli ulivi, con cui dieci scienziati e ricercatori hanno saputo di essere accusati di una lunga serie di reati tra cui di diffusione colposa di malattia, la procura scriveva che i ceppi del batterio potevano essere anche di più “perlomeno nove!!!” (con tre punti esclamativi). Non si sa dove la procura li abbia trovati, ma di certo non in Salento. Sette ricercatori, tra cui alcuni degli indagati, hanno appena pubblicato sullo European Journal of Plant Pathology un articolo che smentisce uno dei pochi elementi scientifici presentati dalla procura: c’è uno e un solo ceppo di Xylella che ha colpito gli ulivi, mandorli, oleandri e ciliegi. Leggi tutto

Cultura

Pubblicato su Il Foglio 1 marzo

Secondo un recente studio pubblicato su Lancet il virus Zika potrebbe essere responsabile anche della sindrome di Guillain-Barré, una grave malattia autoimmune che colpisce il sistema nervoso. Si alza quindi la soglia di allarme sul virus diffuso dalle zanzare che si sta espandendo in maniera preoccupante in America latina, già seriamente sospettato di causare malformazioni ai feti come la microcefalia (ma la forte correlazione per ora non è sufficiente a provare il collegamento). Mentre scienziati, istituzioni e l’Organizzazione mondiale della Sanità cercano di affrontare il problema e trovare spiegazioni più approfondite, il sottobosco complottista, che la sa sempre più lunga degli altri, ha già capito tutto: il virus Zika è colpa della Monsanto. Che non brillassero per intelligenza e logica si sapeva, il problema è che ora sono deficienti anche in originalità: ormai si sa dall’inizio che dietro ogni malefatta c’è sempre la mano della perfida multinazionale americana dell’agroalimentare (fino a qualche anno fa il ruolo di cattivo toccava alla svizzera Syngenta, però poi ha perso il posto).

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Cultura

C’è un giudice a Monza. E ha buttato nel cestino la denuncia presentata dal presidente dell’Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino contro Barbara D’Urso, accusata di abuso della professione giornalistica. Il gip del tribunale di Monza Giovanni Gerosa, richiamando altre sentenze della Corte Costituzionale, ha deciso per l’archiviazione, richiesta dallo stesso pm, Walter Mapelli, “in ragione della tutela dei diritti fondamentali, quali quello di libertà di manifestazione del pensiero”. Articolo 21 della “Costituzione più bella del mondo”, qualcosa a cui i giornalisti dovrebbero essere estremamente affezionati. Ma Iacopino non ci sta e su Facebook sottolinea polemicamente che “le sentenze vanno rispettate” ma “non penso che il gip abbia visionato qualche puntata della trasmissione”. Insomma, la D’Urso si è salvata solo perché i giudici fannulloni non si sono messi a vedere Pomeriggio 5 e Domenica Live. Leggi tutto

Cultura, Politica

Pubblicato su Il Foglio martedì 1 marzo

Finalmente si ritorna a parlare di biotecnologie e organismi geneticamente modificati (Ogm) in maniera seria. Merito di Riccardo Iacona, che ha dedicato al tema una puntata di “Presa Diretta” intervistando alcuni dei ricercatori più preparati in Italia come la senatrice a vita Elena Cattaneo, Roberto Defez del Cnr, i professori Silviero Sansavini, Eddo Rugini, Bruno Mezzetti e Dario Bressanini. Dopo anni in cui l’informazione è stata affidata a ciarlatani, cantastorie e contaballe, per la prima volta si sono esposte le conclusioni a cui è giunta la comunità scientifica: gli Ogm sono esattamente come le altre piante, possono coesistere con quelle considerate non “geneticamente modificate” e non fanno male alla salute, anzi in molti casi sono migliori e riducono l’uso di pesticidi e agrofarmaci. Leggi tutto

Cultura, Politica

Pubblicato sul Il Foglio venerdì 26 febbraio

Elena Cattaneo è diventata nota al grande pubblico dopo la nomina a senatrice a vita del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed ha assunto un ruolo centrale del dibattito pubblico per le sue prese di posizione contro la pseudocura Stamina, a favore degli Organismi geneticamente modificati (Ogm), per lo studio dei genomi italiani, a favore della sperimentazione animale, in difesa dei ricercatori accusati di avere diffuso la Xylella e contro le invasioni di campo della politica e della magistratura. Libertà di ricerca, difesa del metodo e delle evidenze scientifiche, sono princìpi che la Cattaneo difende nell’arena pubblica arrivando anche allo scontro con attivisti ambientalisti, animalisti, forze politiche e ministri. Non si può dire che abbia preso il laticlavio come una specie di dopolavoro, sul caso Stamina ad esempio ha scritto insieme al senatore di centrodestra Luigi D’Ambrosio Lettieri (laureato come lei in Farmacia) una lunga indagine conoscitiva che ha messo in evidenza gli errori di governo, Parlamento e magistratura proponendo un decalogo per rimediarvi. Sulla libertà di ricerca in campo aperto per gli Ogm ha presentato un ordine del giorno trasversale che ha messo in difficoltà il governo e tra un’audizione e l’altra in Senato ha scoperto che gli studi anti-Ogm del professor Federico Infascelli, portato in palmo di mano dal Movimento 5 Stelle, erano taroccati. La professoressa Cattaneo, ordinario di Farmacologia alla Statale di Milano, ci riceve nel laboratorio di Biologia delle Cellule Staminali e Farmacologia delle Malattie Neurodegenerative da lei diretto, all’interno della nuovissima sede dell’Istituto Nazionale di Genetica Molecolare, dove insieme al suo team di giovani e meno giovani ricercatori (molte donne) studia da oltre 20 anni la Còrea di Huntington, una malattia genetica e neurodegenerativa senza cura che colpisce la coordinazione muscolare e le capacità cognitive. Leggi tutto

Economia, Politica

Pubblicato su Il Foglio venerdì 19 febbraio (scritto con Francesco Del Prato)

Rispetto all’integralismo e alla naïveté degli esordi, i deputati grillini sono cambiati notevolmente e hanno imparato molte cose, come ad esempio ad andare in televisione, a fare politica e ad avere uno stile di vita parlamentare: più 25 per cento circa di spese in due anni. “Houston, abbiamo un problema. Di cresta. Ebbene, va ammesso. Un piccolo gruppo di parlamentari non vuole restituire la parte rimanente delle spese non sostenute”. Era da poco iniziata la legislatura e Beppe Grillo denunciava sul blog una tendenza al discostamento dalla prescritta frugalità pentastellata: l’occasione fa il cittadino kasta e c’era qualche parlamentare intenzionato a trattenere interamente i rimborsi, senza restituire la differenza con quanto effettivamente speso.  Le cronache raccontano di referendum interni in cui la maggioranza dei grillini eletti, dopo aver scoperto i reali costi che comporta l’attività parlamentare, aveva votato per mantenere completamente la diaria fornendo al massimo un rendiconto e lasciando a ognuno la libertà di restituire il surplus secondo coscienza. Il piccolo ammutinamento fu stroncato dall’alto, come poi è accaduto altre volte, da Casaleggio e Grillo: “Chi si tiene la diaria, si mette fuori da solo”. Leggi tutto